Agerola | Precipitò in un burrone con il bus: 7 funzionari della provincia a processo
L'INCHIESTA
19 giugno 2026
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Agerola | Precipitò in un burrone con il bus: 7 funzionari della provincia a processo

Il 28enne autista di Agerola perse la vita l'8 maggio 2023 precipitando con il minibus turistico dal curvone del Cigliano sulla Ravello-Castiglione. Il Gup del Tribunale di Salerno ha disposto il rinvio a giudizio per sette tra funzionari, tecnici e addetti della Provincia di Salerno. Le perizie escludono guasti al mezzo e puntano l'attenzione sulle condizioni della strada.
Michele De Feo

A oltre tre anni dalla tragedia che sconvolse la Costiera Amalfitana, arriva una svolta giudiziaria nel caso della morte di Nicola Fusco, il giovane autista di Agerola deceduto l’8 maggio 2023 dopo essere precipitato con un minibus turistico dal curvone del Cigliano, lungo la Strada Provinciale 373 che collega Ravello a Castiglione. Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Salerno ha disposto il rinvio a giudizio per le sette persone finite nel registro degli indagati.

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Si tratta di funzionari, addetti e tecnici della Provincia di Salerno, ente competente per la manutenzione dell’arteria stradale sulla quale si verificò il drammatico incidente. Il processo prenderà il via il prossimo 12 ottobre davanti alla Seconda Sezione Penale. Fin dalle prime ore successive all’incidente, la Procura di Salerno aveva concentrato le indagini su due aspetti fondamentali: le condizioni del minibus guidato dal giovane autista e lo stato della carreggiata nel tratto in cui avvenne la tragedia.Le verifiche tecniche eseguite sul mezzo hanno escluso criticità meccaniche rilevanti. Secondo quanto emerso dagli accertamenti peritali, il minibus era in condizioni di efficienza e non sarebbero stati riscontrati guasti tali da giustificare la perdita di controllo del veicolo.

Un elemento che ha progressivamente spostato l’attenzione investigativa sulle condizioni della strada. Di segno opposto, infatti, le conclusioni relative al tratto della Provinciale 373. Le consulenze tecniche avrebbero evidenziato numerose criticità sia per quanto riguarda il manto stradale sia per le protezioni presenti lungo la carreggiata. In particolare, il fondo stradale sarebbe risultato fortemente usurato, caratterizzato da fessure, rappezzi e dislivelli in diversi punti, condizioni che, in presenza della pioggia caduta quel giorno, avrebbero contribuito a determinare una significativa variazione dell’aderenza.Secondo la ricostruzione tecnica presentata nel corso dell’udienza dello scorso aprile, Nicola Fusco avrebbe perso il controllo del minibus proprio in prossimità della curva a causa del repentino cambio di aderenza tra le diverse porzioni del manto stradale. Una dinamica che avrebbe reso impossibile qualsiasi manovra correttiva.

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Le perizie hanno inoltre escluso l’ipotesi di una velocità eccessiva. Un elemento considerato centrale nell’accertamento delle responsabilità e nella definizione delle cause che portarono il mezzo a uscire dalla carreggiata.

Dopo aver sfondato il parapetto esistente, costituito da un muretto alto circa 60 centimetri, il minibus precipitò nella scarpata sottostante compiendo un volo di circa 23 metri. Per il giovane conducente non ci fu nulla da fare. Al momento dell’incidente il veicolo non trasportava passeggeri.La decisione del Gup apre ora la fase processuale, durante la quale saranno approfonditi tutti gli aspetti tecnici e amministrativi legati alla manutenzione e alla sicurezza di uno dei tratti stradali più trafficati e panoramici della Costiera Amalfitana. Sarà il dibattimento a stabilire eventuali responsabilità nella gestione e nella manutenzione dell’arteria dove il giovane autista perse tragicamente la vita.