Caso Sonrisa, i lavoratori incrociano le braccia: sit in fuori al Castello
C’è una data che i lavoratori della Sonrisa hanno cerchiato in rosso sul calendario: mercoledì 24 giugno. Dalle 9.30, davanti…
Il futuro della Sonrisa passa da un tavolo tecnico e tra le ipotesi c’è anche quella di demolire l’intero complesso. Mentre le ultime battaglie giudiziarie si consumano tra Cassazione, Consiglio di Stato e Corte europea dei diritti dell’uomo, il Comune di Sant’Antonio Abate compie il primo passo concreto per decidere quale destino attenda il complesso alberghiero diventato celebre in tutta Italia come “Il Castello delle Cerimonie”. L’amministrazione guidata dalla sindaca Ilaria Abagnale ha infatti affidato a un professionista l’incarico di redigere uno studio finalizzato a individuare possibili scenari di recupero e valorizzazione dell’immobile confiscato definitivamente nell’ambito del processo per lottizzazione abusiva.
Caso Sonrisa, i lavoratori incrociano le braccia: sit in fuori al Castello
C’è una data che i lavoratori della Sonrisa hanno cerchiato in rosso sul calendario: mercoledì 24 giugno. Dalle 9.30, davanti…
È un atto che segna una svolta. Per la prima volta, infatti, il Comune affronta in modo operativo la questione della destinazione futura della struttura di via Stabia, acquisita al patrimonio pubblico dopo il lungo iter giudiziario conclusosi con la conferma della confisca nel 2024. Il compito affidato al tecnico sarà quello di verificare se esistano “validi e prevalenti interessi pubblici” tali da giustificare la conservazione dell’opera, individuando eventuali funzioni compatibili con il territorio e sostenibili dal punto di vista urbanistico, economico e amministrativo. Sul tavolo restano aperte tutte le ipotesi. Dalla demolizione, prevista dalla normativa in caso di opere abusive non recuperabili, fino a un cambio di destinazione d’uso che potrebbe consentire il riutilizzo del complesso per finalità pubbliche o collettive.
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Nessuna decisione è stata ancora assunta. Lo studio, pagato 39mila euro servirà proprio a fornire all’amministrazione gli elementi necessari per scegliere quale strada percorrere. La mossa del Comune è arrivata lo scorso 9 giugno mentre Il 9 luglio la Corte di Cassazione dovrà pronunciarsi sul ricorso presentato dalla famiglia Polese contro il rigetto della richiesta di revisione del processo. La difesa sostiene di disporre di nuovi elementi in grado di modificare il quadro accusatorio che ha portato alla confisca del complesso.
Caso Sonrisa, i lavoratori incrociano le braccia: sit in fuori al Castello
C’è una data che i lavoratori della Sonrisa hanno cerchiato in rosso sul calendario: mercoledì 24 giugno. Dalle 9.30, davanti…
Una linea già respinta dalla Corte d’Appello di Roma e che ora attende il vaglio definitivo della Suprema Corte. Sul fronte amministrativo, invece, il prossimo appuntamento è fissato per il 24 novembre, quando il Consiglio di Stato entrerà nel merito del ricorso contro la revoca delle licenze alberghiere e di ristorazione disposta dal Comune dopo il passaggio della struttura al patrimonio pubblico. Una partita che appare in salita per la proprietà.
Le sale della Sonrisa sono vuote, i cancelli del Castello delle Cerimonie sono chiusi e per la prima volta dopo…
Nelle scorse settimane i giudici amministrativi hanno infatti respinto la richiesta cautelare avanzata dai Polese, confermando di fatto l’efficacia dei provvedimenti comunali e aprendo la strada alla chiusura delle attività. La Sonrisa è ferma dal 15 giugno. Le prenotazioni sono state bloccate e i cancelli del complesso sono chiusi. Le cerimonie già programmate fino alla fine della stagione vengono gestite attraverso accordi con altre strutture del territorio consentendo di onorare gli impegni assunti con i clienti e di garantire una continuità occupazionale almeno fino al prossimo autunno. Ed è proprio il lavoro a rappresentare il nodo più delicato dell’intera vicenda.
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Oltre cento dipendenti e un indotto che per decenni ha ruotato attorno alla “fabbrica delle cerimonie” guardano con crescente preoccupazione ai prossimi mesi. Per questo mercoledì mattina i lavoratori si ritroveranno davanti ai cancelli della struttura di via Stabia per una manifestazione pubblica con cui chiedere garanzie sul futuro occupazionale. Una protesta che punta ad accendere i riflettori sulle conseguenze sociali della chiusura di una delle realtà economiche più conosciute della provincia di Napoli. Per quarant’anni la Sonrisa ha rappresentato molto più di una semplice location per ricevimenti. È stata un marchio riconoscibile, un simbolo popolare esportato in tutta Italia attraverso la televisione, capace di generare economia, occupazione e turismo. Oggi quel modello è arrivato al capolinea. Resta da capire cosa nascerà dalle sue ceneri.