Strage della funivia, il momento della verità: «A luglio pronta la perizia dei tecnici»
Perché è precipitata la «panarella»? C’è un’errore umano o sono state determinanti le condizioni meteo di quella giornata? Di chi…
Ci sono ferite che non si rimarginano con il tempo, ma ci sono risposte concrete che possono aiutare a ricostruire una vita spezzata. A Palazzo Santa Lucia si è consumato un incontro carico di emozione e significato. Il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, insieme alla consigliera regionale Bruna Fiola, ha ricevuto Thabet Suleiman, il giovane sopravvissuto al drammatico incidente della funivia del Faito avvenuto nell’aprile del 2025.
Lo studente a Napoli
Per Thabet, la strada verso la guarigione è una salita ripida: da mesi combatte una dura battaglia fisica per tornare a camminare e riprendere in mano il proprio destino. Un percorso reso ancora più doloroso dal peso del lutto. In quel tragico giorno di primavera, infatti, il giovane ha perso la sorella Janan, rimasta vittima dello schianto insieme ad altre tre persone che viaggiavano sospese verso la montagna che sovrasta Castellammare di Stabia.
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Un futuro ripartendo dallo studio
Le istituzioni regionali hanno deciso di non voltarsi dall’altra parte di fronte al dramma e alla dignità del ragazzo. Accogliendo la sua richiesta di aiuto, la Regione ha promosso un percorso di inserimento accademico: Thabet potrà presto coronare il sogno di studiare Ingegneria all’Università degli Studi di Napoli Federico II. L’ateneo partenopeo lo accoglierà all’interno di un programma di supporto che vede già coinvolti altri studenti palestinesi.
Il lavoro della Regione
«Non siamo rimasti indifferenti alla sua richiesta di aiuto», ha dichiarato commossa Bruna Fiola a margine dell’incontro. «Sono questi i gesti che danno senso al nostro lavoro. Non promesse, ma percorsi concreti per chi ha bisogno di ricominciare».
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Le ombre del passato: un’inchiesta ancora aperta
Mentre si traccia una via per il futuro di Thabet, la memoria collettiva non cancella i contorni di una giornata che doveva essere di festa e si è trasformata in un incubo. L’incidente della funivia del Faito dell’aprile 2025 ha lasciato un segno indelebile nel territorio campano, strappando all’affetto dei loro cari vite innocenti, tra cui la giovane Janan Suleiman.
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Il processo va avanti
Sullo sfondo dei progetti di solidarietà resta però fermo il bisogno di giustizia. A distanza di mesi, l’inchiesta giudiziaria sulla tragedia è ancora in pieno svolgimento. La Procura continua a lavorare per fare totale chiarezza sulle cause strutturali o umane che hanno determinato il cedimento dell’impianto. Accertare le responsabilità e capire cosa sia andato storto in quei drammatici istanti rimane un atto dovuto, non solo per onorare la memoria delle vittime, ma per garantire che ferite simili non debbano mai più aprirsi.