Casoria, minacce choc alla fidanzatina: «Ti faccio fare la fine di Martina Carbonaro»
VIOLENZA SULLE DONNE
7 luglio 2026
VIOLENZA SULLE DONNE

Casoria, minacce choc alla fidanzatina: «Ti faccio fare la fine di Martina Carbonaro»

Un 23enne finisce nei guai, alla 17enne inviava i link della tragedia della 14enne: «Ti faccio finire al Tg5»
Andrea Ripa

Le ha inviato il link alla notizia dell’omicidio di Martina Carbonaro, la 14enne uccisa ad Afragola dall’ex fidanzato, trasformandolo in una terribile minaccia. «Ti faccio uscire al Tg5. Ti faccio fare questa fine! Tu sei infame, ti devo sparare!». È uno dei messaggi intimidatori che un 23enne di Casoria avrebbe rivolto a una ragazza di 17 anni, vittima per mesi di una vera e propria persecuzione.

L’uomo è stato arrestato dai Carabinieri con l’accusa di atti persecutori ed è stato trasferito in carcere.Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la giovane aveva conosciuto il 23enne nel settembre del 2023. I due avevano trascorso una serata insieme senza che tra loro nascesse una relazione. I contatti si erano poi interrotti fino al dicembre 2025, quando il giovane avrebbe ripreso a cercarla con insistenza.Da quel momento sarebbero iniziate continue richieste di fidanzamento, telefonate, messaggi e minacce sempre più gravi.

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L’apice della vicenda è stato raggiunto con l’invio del link relativo al femminicidio di Martina Carbonaro, accompagnato da frasi che lasciavano intendere la volontà di far fare alla ragazza la stessa tragica fine. Spaventata dall’escalation di comportamenti persecutori, la 17enne si è presentata insieme alla madre presso una caserma dei Carabinieri per sporgere denuncia.

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Ma neppure questo sarebbe bastato a fermare il 23enne.L’uomo, infatti, avrebbe seguito la ragazza fino alla caserma, riprendendola con il telefono cellulare anche durante le fasi della denuncia, un comportamento che ha ulteriormente aggravato la sua posizione.Alla luce degli elementi raccolti, i militari dell’Arma hanno fatto scattare l’arresto. Il 23enne è ora detenuto in carcere con l’accusa di atti persecutori.L’episodio riporta ancora una volta l’attenzione sul fenomeno dello stalking e della violenza di genere, evidenziando come minacce e comportamenti ossessivi possano rapidamente trasformarsi in situazioni di estremo pericolo. Proprio il riferimento al delitto di Martina Carbonaro, utilizzato come strumento di intimidazione, rappresenta uno degli aspetti più inquietanti dell’intera vicenda.