Si è chiuso il processo di primo grado per i maltrattamenti ai danni degli anziani ospiti della casa di riposo…
CRONACA
7 luglio 2026
Castellammare | Abbandona la moglie e una figlia autistica: condannato a 6 mesi di cella
Ci sono sentenze che chiudono un processo e altre che raccontano, nero su bianco, il fallimento di un padre. Quella pronunciata dal Tribunale di Torre Annunziata appartiene alla seconda categoria. Sei mesi di reclusione per non aver mantenuto i propri figli, tra cui uno affetto da disabilità gravissime. Una condanna che arriva al termine di una vicenda fatta di assenze, promesse mai mantenute e responsabilità lasciate interamente sulle spalle di una madre di Castellammare di Stabia. L’uomo, 49 anni, è stato riconosciuto colpevole del mancato versamento dell’assegno di mantenimento disposto dopo la fine della relazione con l’ex compagna.
Una storia iniziata anni prima, da cui erano nati tre figli, e conclusa con una separazione che, secondo quanto ricostruito nel corso del processo, avrebbe segnato anche il definitivo abbandono dei doveri genitoriali. La sentenza del giudice del Tribunale di Torre Annunziata mette fine al procedimento penale nato dalla denuncia della donna, oggi 32enne, che da sola ha continuato a crescere i tre bambini, affrontando spese quotidiane, visite mediche e percorsi terapeutici senza poter contare sul sostegno economico del padre.
In aula, nel corso delle udienze, è stata ricostruita l’intera vicenda familiare. Dagli atti è emerso come la relazione tra i due fosse iniziata nel 2016 e come dalla coppia fossero nati tre figli. Dopo la separazione, avvenuta nel 2023, il padre avrebbe progressivamente interrotto ogni forma di contribuzione economica, fino a non versare più quanto stabilito per il mantenimento. Una condotta che, secondo l’accusa, avrebbe lasciato interamente sulle spalle della madre la gestione quotidiana dei minori.
A rendere ancora più pesante quella situazione è la condizione della figlia più piccola, una bambina di quattro anni affetta da disturbo dello spettro autistico, con difficoltà motorie e una grave patologia a un occhio che richiede controlli in centri altamente specializzati. Percorsi di cura costosi, continui e spesso lontani dalla Campania, affrontati esclusivamente dalla madre. Nel corso del dibattimento è stato ricostruito anche il quadro delle difficoltà legate alla gestione sanitaria della bambina, compresi i percorsi riabilitativi interrotti e la necessità di autorizzazioni congiunte per alcune terapie e visite specialistiche. Elementi che hanno portato la donna a rivolgersi anche al Tribunale per i minorenni per la richiesta di decadenza della responsabilità genitoriale dell’ex compagno, al fine di poter garantire autonomia nelle decisioni sanitarie.
Durante il processo la donna aveva raccontato mesi di sacrifici, viaggi per sottoporre la bambina a visite specialistiche e la difficoltà di garantire ai figli una vita il più possibile normale senza alcun contributo economico da parte dell’ex compagno. Una testimonianza che aveva restituito il quadro di una famiglia rimasta improvvisamente senza un punto di riferimento, costretta a fare affidamento soltanto sulle proprie forze. La condanna a sei mesi di reclusione riguarda esclusivamente il mancato versamento degli alimenti. Ma a pesare in tutta questa storia sono le condizioni della piccola di quattro anni che senza il ricorso a visite continue rischia di perdere la vista da un occhio. Prestazioni mediche a cui necessità anche la firma del padre e che in molti casi, da quanto documentato nel corso delle udienze dal legale della madre, l’avvocato Antonella Russo, non sarebbe arrivata.

