Gli Ex Voto del Santuario di Madonna dell’Arco in un archivio digitale
IL PROGETTO
11 luglio 2026
IL PROGETTO

Gli Ex Voto del Santuario di Madonna dell’Arco in un archivio digitale

L'annuncio del rettore del santuario di Sant'Anastasia, il lavoro su seimila tavolette votive
Andrea Ripa

Un patrimonio unico che racconta sei secoli di fede popolare, devozione e storia è oggi custodito anche in formato digitale. Il Santuario della Madonna dell’Arco compie un importante passo nella tutela del proprio patrimonio artistico grazie alla realizzazione del catalogo digitale delle circa 6mila tavolette votive, considerate il tesoro più prezioso del complesso religioso. Ad annunciarlo è il rettore del Santuario, padre Gianpaolo Pagano, che sottolinea il valore dell’intervento reso possibile grazie ai fondi del Ministero della Cultura.

«Il tesoro più prezioso che si custodisce nel Santuario della Madonna dell’Arco sono i circa seimila dipinti votivi che attraversano sei secoli di storia e parlano di Maria, della sua potente intercessione. Grazie ai fondi stanziati dal Ministero dei Beni Culturali è stato possibile creare un catalogo digitale che ci permette di ammirarli tutti nella loro bellezza e di apprezzarne gli interessanti particolari iconografici», spiega il rettore.Le tavolette votive rappresentano da sempre uno degli elementi più caratteristici del Santuario. Disposte lungo le pareti dell’edificio sacro, raccontano guarigioni, incidenti evitati, tragedie scongiurate e vicende di vita quotidiana affidate all’intercessione della Madonna dell’Arco.«Queste tavolette – aggiunge padre Pagano – formano un grande mosaico del dolore umano superato dalla grazia divina. A chi non è capitato di fermarsi nel Santuario e alzare lo sguardo per osservarle? Raccontano una certezza: il miracolo è possibile per tutti gli uomini e le donne di fede».

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Un lavoro durato mesi

Il progetto ha richiesto diversi mesi di attività. Tutte le opere sono state esaminate e acquisite attraverso uno scanner planetario ad alta risoluzione. Prima sono state digitalizzate le tavolette esposte nel Museo degli Ex Voto, poi quelle conservate nei depositi e infine quelle collocate sulle pareti del Santuario. Per raggiungere i dipinti posizionati sotto i cornicioni è stato acquistato anche un elevatore elettrico, consentendo così di completare per la prima volta la catalogazione dell’intera collezione.L’intervento è stato realizzato dalla società FelBen di Sant’Anastasia. Padre Pagano ha voluto ringraziare in particolare i giovani tecnici coinvolti nel progetto: Luigi Amirante, Luigi Piccolo, Emanuele Navarra e Giusy Palmiero, che hanno digitalizzato opere fino a 80×120 centimetri garantendo una riproduzione fedele degli originali.

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Un archivio per studiosi e ricercatori

Il nuovo catalogo digitale consentirà di preservare nel tempo un patrimonio artistico di straordinario valore, mettendolo a disposizione di studiosi, ricercatori e universitari. La digitalizzazione permetterà infatti di conservare copie ad alta definizione delle opere, utilizzabili per attività di studio, pubblicazioni, mostre virtuali, riproduzioni e iniziative culturali senza dover movimentare gli originali, spesso molto delicati. Il progetto sostituisce così i vecchi sistemi di catalogazione cartacea e informatizzata, ormai superati, offrendo uno strumento moderno per la tutela e la valorizzazione dell’intera collezione.

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Un patrimonio valorizzato da decenni

Nel suo intervento il rettore ha ricordato anche quanti, nel corso degli anni, hanno contribuito alla conservazione delle tavolette votive. Un ringraziamento particolare è stato rivolto ai padri Mariano Nazzaro ed Ermanno Giardino, che ne compresero per primi il valore artistico e antropologico, promuovendone l’esposizione in importanti gallerie italiane e internazionali. Dopo i restauri del Santuario eseguiti tra il 1946 e il 1950, furono proprio loro a far collocare gli ex voto sui grandi pannelli lignei ancora oggi visibili lungo le pareti della basilica. Negli anni Sessanta e Settanta oltre 2.200 tavolette furono restaurate grazie ai finanziamenti statali e agli interventi della Soprintendenza. Nel 1971 venne pubblicato il volume Le Tavolette votive della Madonna dell’Arco, curato dai professori Paolo Toschi e Renato Penna, considerato ancora oggi un punto di riferimento per gli studiosi.

Un altro passaggio fondamentale arrivò nel 1995, quando padre Damiano Bova istituì il Centro Studi sulla Religiosità Popolare, da cui nacque poi il Museo degli Ex Voto, inaugurato nel 2000. Nel 2003 altre duemila tavolette furono restaurate dalla restauratrice Flavia Sansone, sempre con fondi pubblici.«Madonna dell’Arco – conclude padre Gianpaolo Pagano – è un luogo ricco di storie di fede, ma anche uno scrigno di arte preziosa e antica e di cultura secolare».