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Sbagliare aereo a causa di un varco d’imbarco errato e ritrovarsi in uno Stato diverso da quello previsto, nel silenzio dei sistemi di controllo aeroportuali. È la paradossale odissea vissuta da E.I., una donna di origine russa ma residente a Castellammare di Stabia, protagonista di una clamorosa disavventura nei cieli europei che ora finirà sul tavolo della magistratura.
La disavventura
La passeggera era diretta in Russia, con uno scalo intermedio programmato in Turchia. Tuttavia, dopo aver superato regolarmente tutti i controlli al gate dell’aeroporto di Napoli Capodichino, si è ritrovata a scendere dalla scaletta dell’aeroplano a Tirana, in Albania, anziché a Istanbul.
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Il racconto della donna
«Ero in fila al gate indicato sul biglietto della T.A. per Istanbul quando le assistenti al gate mi hanno controllato il biglietto, lo hanno scansionato e mi hanno consentito di salire sull’aereo. Lì, l’assistente di volo ha indicato il mio sedile, mi ha aiutato a riporre la borsa nella cappelliera e mi sono seduta tranquilla, finchè, scesa dal mio aereo, mi sono accorta che non mi trovavo nell’aeroporto di Istanbul ma di Tirana», racconta la donna. «Resami conto di essere in un aeroporto diverso da quello in cui mi sarei dovuta trovare, dopo lo sconcerto che ha reso necessario il soccorso di operatori sanitari aeroportuali, nell’indifferenza degli operatori della T.A. cui mi sono rivolta per assistenza, sono stata costretta a comprare il volo Tirana/Istanbul e di nuovo lo stesso biglietto Istanbul/Russia», aggiunge la stessa.
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Gli omessi controlli
La gravità dell’episodio risiede nella catena di omessi controlli sia a terra che a bordo. Il biglietto elettronico della passeggera è stato regolarmente scansionato dagli addetti aeroportuali, che non si sono accorti che il codice corrispondeva a un volo e a una compagnia aerea completamente diversi. Lo stesso errore è stato reiterato dal personale di bordo dell’aereo. «Immediatamente ci siamo attivate dall’Italia – interviene la nipote di E.I. – per capire cosa fosse accaduto e così abbiamo capito che le assistenti al gate all’aeroporto Napoli/Capodichino l’avevano fatto salire in un aereo diverso».
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Il caso finisce in Tribunale
Davanti al silenzio delle compagnie coinvolte e al mancato riscontro alle rimostranze formali, il caso passerà ora alle vie legali. La difesa della donna è stata affidata agli avvocati Marilisa Somma e Sebastiano Nastro, che presenteranno un esposto per fare luce sulle responsabilità della falla nei sistemi di sicurezza e controllo di Capodichino. «Purtroppo negli ultimi anni il numero dei disservizi legati ai voli o alle vacanze tutto incluso sta aumentando – così ribadisce la dottoressa Marilisa Somma, da decenni ormai in difesa dei consumatori e, nel caso di E.I., difensore insieme all’avvocato Sebastiano Nastro – La storia di E.I. è emblematica per evidente disattenzione dei vari operatori coinvolti e sicuramente fa porgere interrogativi sui controlli effettuati ai check-in o dei titoli di viaggio finanche in aereo».
Le richieste di risarcimento
«Non dimentichiamo i nostri diritti di passeggeri in caso di voli in ritardo o cancellati o in overbooking, o in ipotesi di smarrimento o danneggiamento bagagli – ricorda l’avvocato Marilisa Somma – perché il turista ha diritto, in tali casi, a ricevere, secondo i regolamenti comunitari o internazionali, degli indennizzi economici oltre i danni dimostrabili».