L’amministrazione di Castellammare sciolta per infiltrazioni camorristiche
LA DECISIONE
14 luglio 2026
LA DECISIONE

L’amministrazione di Castellammare sciolta per infiltrazioni camorristiche

La scure del Viminale sulla squadra di governo cittadina, tornano i commissari straordinari
Tiziano Valle

La scure del Viminale si abbatte nuovamente su Castellammare di Stabia. Il Consiglio dei Ministri ha ratificato il decreto di scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose, formalizzando una decisione che precipita la città in un nuovo, drammatico commissariamento straordinario. Si tratta del secondo scioglimento consecutivo per l’ente stabiese dopo quello del 2022, che all’epoca travolse la giunta di centrodestra guidata da Gaetano Cimmino (un provvedimento, quest’ultimo, poi fortemente ridimensionato e messo in discussione da una sentenza del Consiglio di Stato)

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Tre settimane dopo la decisione del Consiglio dei Ministri emergono le motivazioni che hanno portato allo scioglimento del Comune di…

Questa volta la decisione colpisce l’amministrazione di centrosinistra del sindaco Luigi Vicinanza, giornalista in pensione, che ha legato la sua intera carriera professionale ai valori della legalità e del contrasto alla camorra, e che ora si trova a fare i conti con un epilogo amaro. Per conoscere le motivazioni ufficiali del provvedimento bisognerà attendere la pubblicazione della relazione ministeriale nelle prossime settimane. La decisione del Consiglio dei Ministri arriva a coronamento di un’ispezione approfondita condotta dalla Commissione d’accesso, nominata dal Prefetto di Napoli Michele Di Bari su delega del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.Una triade di ispettori ministeriali — composta dal viceprefetto Dario Annunziata, dal commissario capo della Questura di Napoli Riccardo Buonomo e dal tenente dei Carabinieri Vittorio Tesoro — ha setacciato per tre mesi gli atti prodotti da Palazzo Farnese nell’ultimo anno e mezzo. L’obiettivo era chiaro: verificare la sussistenza di condizionamenti della criminalità organizzata sulle scelte della macchina amministrativa.

Le verifiche degli ispettori si sono concentrate fin da subito sulle ultime elezioni amministrative, una tornata elettorale che l’europarlamentare del Pd, Sandro Ruotolo, aveva apertamente denunciato come “inquinata” dalla camorra. Proprio Ruotolo si era dimesso lo scorso 2 gennaio in aperta polemica con il sindaco Vicinanza.Le indagini della Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) di Napoli hanno progressivamente stretto il cerchio attorno ad ex esponenti della maggioranza di centrosinistra, portando alle dimissioni di due consiglieri comunali. Il primo è Gennaro Oscurato, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. Agli atti dell’inchiesta figurano intercettazioni con Michele Abruzzese, ritenuto dagli inquirenti il cassiere del potente clan D’Alessandro. Il secondo è Nino Di Maio, il cui nucleo familiare è finito nel mirino della Procura Antimafia, perché ritenuti vicini al boss del quartiere Scanzano, Pasquale D’Alessandro.

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Il raggio d’azione della Commissione d’accesso non si è limitato al controllo dei profili degli eletti, ma ha scavato a fondo nella gestione quotidiana del Comune. Sotto la lente d’ingrandimento sono finiti la gestione del servizio di igiene urbana — già oggetto di almeno due esposti in Procura — e il ricorso agli affidamenti diretti da parte degli uffici municipali nell’ultimo anno e mezzo. Tra gli elementi di criticità sollevati nei mesi scorsi, e passati al vaglio degli ispettori, figurano anche: la presenza di soggetti pregiudicati sul palco allestito per i festeggiamenti della Juve Stabia e le procedure autorizzative per l’installazione dell’Arena Beach Soccer sull’arenile stabiese, durante la scorsa stagione estiva.

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I controlli di routine sul contrasto all’abusivismo edilizio, le nomine interne al personale comunale e la gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata, pure avrebbero fatto emergere dei profili di criticità. Il verdetto del Viminale certifica che le barriere erette dalla giunta non sono state ritenute sufficienti ad arginare la pressione dei clan. Per Castellammare si apre ora una nuova, complessa, transizione sotto la guida dei commissari prefettizi. Per due anni la democrazia sarà sospesa. Una condizione che la città conosce bene e che negli ultimi mesi è stata anche al centro del confronto politico, soprattutto per la perdita di alcuni finanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) – su tutte la rigenerazione del quartiere Savorito – che ha purtroppo frenato progetti fondamentali per il futuro e lo sviluppo della città.