Scioglimento per camorra del Comune di Castellammare, Ruotolo: «Non ci hanno ascoltato»
POLITICA E CAMORRA
14 luglio 2026
POLITICA E CAMORRA

Scioglimento per camorra del Comune di Castellammare, Ruotolo: «Non ci hanno ascoltato»

Parla l'eurodeputato dem: «L'amministrazione non era più un argine adeguato alle pressioni della criminalità organizzata»
Vincenzo Lamberti

«Lo scioglimento del Consiglio comunale di Castellammare di Stabia per infiltrazioni della camorra rappresenta una ferita profonda per la città e per le istituzioni democratiche». È il commento dell’eurodeputato e componente della segreteria nazionale del Partito Democratico Sandro Ruotolo, dopo la decisione del Governo di sciogliere il Comune.

Per Ruotolo si tratta di un episodio che impone una riflessione politica ampia. «È la seconda volta consecutiva: la prima con una giunta di centrodestra, questa volta con un’amministrazione guidata dal centrosinistra. È la dimostrazione che la criminalità organizzata non guarda ai colori politici, ma cerca consenso, relazioni e spazi di influenza». L’ex consigliere comunale del Pd ricorda di aver scelto di candidarsi alle elezioni del 2024 proprio per fare della legalità il tema centrale dell’azione politica cittadina. «La mia candidatura nasceva dalla volontà di contrastare le infiltrazioni della camorra nelle istituzioni e di accendere i riflettori sulla legalità. Per questo ho deciso di dimettermi il 2 gennaio scorso: una scelta sofferta ma necessaria, maturata nella convinzione che quell’amministrazione non rappresentasse più un argine adeguato alle pressioni della criminalità organizzata».

L’amministrazione di Castellammare sciolta per infiltrazioni camorristiche

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Ruotolo sottolinea di non provare alcuna soddisfazione per quanto accaduto. «Avrei preferito avere torto. Ma c’erano segnali evidenti: denunce pubbliche, arresti, inchieste della Direzione distrettuale antimafia e il lavoro dell’Osservatorio sulla camorra. Quei rischi erano stati segnalati con chiarezza. Purtroppo non siamo stati ascoltati».L’eurodeputato critica anche la gestione politica seguita all’insediamento della commissione d’accesso prefettizia. «Quando si è insediata la commissione d’accesso, il sindaco Luigi Vicinanza e parte dei suoi sostenitori hanno scelto lo scontro politico, arrivando perfino a promuovere una petizione contro l’azione dello Stato. È stato un errore grave. Di fronte a un controllo di legalità, la politica deve fare un passo indietro e rispettare il lavoro delle istituzioni».Nel suo intervento Ruotolo allarga poi il ragionamento al fenomeno delle liste civiche.

«Lo scioglimento di Castellammare non è soltanto una vicenda amministrativa. È il segnale di una crisi più profonda nel rapporto tra politica, consenso e legalità. In questi anni si è affermato un civismo criminogeno: una proliferazione di liste civiche nate all’ultimo momento, prive di una storia di impegno sul territorio, di una cultura politica e di reali meccanismi di selezione della classe dirigente. Contenitori elettorali costruiti per raccogliere consenso personale e pacchetti di voti, che finiscono per rendere più vulnerabili le istituzioni alle pressioni e alle infiltrazioni della criminalità organizzata».

Infine, l’appello alla politica. «Senza una rigorosa selezione delle candidature, senza partiti radicati nei territori e senza il coraggio di rompere con clientele, pacchetti di voti e sistemi di potere, la camorra continuerà a trovare spazio nelle istituzioni. Oggi prevale l’amarezza. Castellammare meritava altro. Meritava una classe dirigente capace di ascoltare gli avvertimenti e di mettere la legalità davanti a qualsiasi convenienza politica. Da oggi nessuno potrà più dire di non sapere. Nessuno potrà più dire di non aver visto».