Inchiesta sull'Università Pegaso, tra i 40 indagati il proprietario della Salernitana
Si allarga l'inchiesta della Procura di Napoli che sta facendo luce su presunte irregolarità nelle procedure di iscrizione e nei…
Un’università mai riconosciuta dallo Stato che, attraverso il web, promuoveva corsi di laurea triennale e magistrale in Sociologia e Scienze Turistiche, chiedendo una quota annuale di iscrizione di 1.500 euro e rilasciando titoli privi di qualsiasi valore legale. È quanto hanno scoperto i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli, che hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo disposto dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura della Repubblica. L’inchiesta coinvolge 37 persone.
Di queste, 34 sono ritenute beneficiarie dei titoli di studio rilasciati dal presunto ateneo, mentre altre tre sono indagate perché ritenute promotrici dell’associazione per delinquere che avrebbe organizzato l’attività. I finanzieri hanno sequestrato il sito internet dell’ente, le pagine Facebook e Instagram utilizzate per promuovere i corsi, oltre ai certificati di laurea triennale e magistrale ritenuti falsi. Agli indagati vengono contestati, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere, falsità materiale commessa dal privato e contraffazione di pubblici sigilli.
Le indagini sono partite da una segnalazione del Ministero dell’Università e della Ricerca e hanno consentito di ricostruire l’attività di un’organizzazione che avrebbe rilasciato titoli accademici attraverso un’università mai accreditata e priva di qualsiasi riconoscimento da parte del sistema universitario italiano.Per rendere credibile l’iniziativa, sul portale internet venivano pubblicati riferimenti a presunti accreditamenti presso enti pubblici e registri istituzionali, oltre all’utilizzo del logo della Regione Campania, così da conferire all’ateneo un’apparenza di ufficialità. L’attività investigativa, sviluppata anche attraverso l’analisi dei contenuti pubblicati online, ha permesso di individuare fotografie, video e articoli relativi a cerimonie di consegna di lauree e lauree honoris causa, elementi che hanno consentito di identificare numerosi destinatari dei titoli. Tra gli insigniti ad honorem risulterebbe anche l’attore stesso Pippo Franco, ignaro di tutto, nel 2016.
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Durante le perquisizioni, inoltre, la Guardia di Finanza ha accertato l’inesistenza di una reale struttura universitaria. Nelle abitazioni dei principali indagati è stata sequestrata un’ingente documentazione dalla quale emerge che, tra il 2004 e il 2024, sarebbero stati rilasciati 459 certificati di laurea, di cui 49 honoris causa, tutti corredati da un sigillo della Regione Campania ritenuto contraffatto.L’inchiesta prosegue per accertare l’intera rete di rapporti e individuare eventuali ulteriori responsabilità.