Latitante internazionale arrestato in una casa vacanze a Sant’Agnello: tradito dal check-in
L'OPERAZIONE
17 luglio 2026
L'OPERAZIONE

Latitante internazionale arrestato in una casa vacanze a Sant’Agnello: tradito dal check-in

Un 70enne canadese ricercato dall'Honduras per una presunta maxi truffa da 4 milioni di dollari è stato bloccato dagli agenti del commissariato di Sorrento.
Marco Cirillo

Una fuga durata settimane. Conclusa nel luogo dove pensava di essere più al sicuro. Tra il viavai incessante dei turisti della penisola sorrentina. Credeva che la folla gli avrebbe garantito l’anonimato. Invece proprio un semplice check-in in una struttura ricettiva ha posto fine alla sua latitanza.

Il mandato internazionale e l’arrivo in Italia
Ronald James Turner, settantenne canadese destinatario di un mandato di cattura internazionale, è stato arrestato dagli agenti del commissariato di Sorrento e trasferito nel carcere di Poggioreale. Dove resta in attesa della decisione della Corte d’Appello sulla richiesta di estradizione avanzata dalle autorità dell’Honduras.

L’intervento
L’operazione si è conclusa mercoledì in una struttura extralberghiera di Sant’Agnello, al confine con Sorrento, ma le indagini erano iniziate molto prima. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Turner era arrivato in Italia circa un mese fa utilizzando il proprio passaporto autentico. Una scelta che riteneva probabilmente sufficiente a superare senza problemi i controlli di frontiera, ignorando però che sul suo nome gravasse già una segnalazione internazionale diffusa attraverso l’Interpol.

Le accuse e il monitoraggio
Le autorità honduregne lo ricercano perché ritenuto responsabile di una serie di truffe che avrebbero provocato un danno economico complessivo di circa quattro milioni di dollari. Proprio per questo nei suoi confronti era stata emessa una richiesta di cattura internazionale, immediatamente recepita anche dalle forze di polizia italiane. Dopo il suo ingresso nel Paese è stato attivato un sistema di monitoraggio. Che ha coinvolto le questure di tutto il territorio nazionale. Per diverse settimane, tuttavia, del ricercato non è stata trovata alcuna traccia, fino a quando ha deciso di alloggiare in una struttura della penisola sorrentina.

Il check-in che fa scattare l’allarme
Al momento della registrazione, il gestore ha inserito i dati del passaporto nel portale Alloggiati Web della Polizia di Stato. È bastato questo passaggio perché il sistema informatico facesse scattare l’allerta. Segnalando in tempo reale la presenza del ricercato. Ricevuta la comunicazione, l’Interpol ha contattato il commissariato di Sorrento per coordinare le operazioni.

L’appostamento e l’arresto
Gli agenti della squadra Volanti, guidati dall’ispettore Gaetano Starace e coordinati dal vice questore Alfredo Petriccione, hanno raggiunto l’alloggio indicato. Trovandolo però momentaneamente vuoto. Dopo una perlustrazione senza esito, hanno deciso di appostarsi in un appartamento nelle vicinanze. Attendendo il suo ritorno. La strategia si è rivelata vincente. Non appena Turner è rientrato nella casa vacanze è stato bloccato. Ed è stato arrestato senza che opponesse alcuna resistenza.

La confessione e l’attesa dell’estradizione
Agli investigatori avrebbe confessato di essere convinto che in Italia nessuno lo avrebbe riconosciuto e che avrebbe potuto trascorrere un periodo indisturbato. Una convinzione smentita dall’efficienza del sistema di cooperazione internazionale tra le forze di polizia e dai controlli sulle registrazioni degli ospiti nelle strutture ricettive. Che hanno consentito di interrompere la sua fuga e consegnarlo alla giustizia in vista dell’eventuale estradizione verso l’Honduras.