Morte di Luca Esposito, mistero senza fine. Massacrato di botte prima di essere bruciato
L'INCHIESTA
20 luglio 2026
L'INCHIESTA

Morte di Luca Esposito, mistero senza fine. Massacrato di botte prima di essere bruciato

Riscontrate fratture sul corpo del 53enne, potrebbe essere stato picchiato violentemente prima di essere ucciso e poi dato alle fiamme nelle campagne di Eboli.
Andrea Ripa

Si infittisce il mistero sulla morte di Luigi Esposito, detto Luca, il giornalista sportivo trovato carbonizzato nella notte tra sabato e domenica in località Bivio Cioffi, a Eboli. Le prime risultanze degli accertamenti tecnici eseguiti sul cadavere delineano uno scenario ben più complesso rispetto a quello ipotizzato nelle ore immediatamente successive al ritrovamento del corpo. L’ipotesi che prende corpo è che l’uomo possa essere stato violentemente aggredito prima di essere dato alle fiamme.

La Tomografia Assiale Computerizzata, disposta dalla Procura della Repubblica di Salerno ed eseguita su autorizzazione del pubblico ministero Alessandro Di Vico dall’ausiliario di polizia giudiziaria Fiorentino Mondillo, ha escluso, almeno allo stato degli accertamenti, la presenza di lesioni riconducibili ad armi da fuoco o ferite provocate da coltelli o altri oggetti da punta. Ma è proprio ciò che la Tac ha evidenziato a spingere gli investigatori verso nuove ipotesi. Sul corpo sono state riscontrate diverse fratture, localizzate alla clavicola, ad alcune costole e al bacino.

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Se da un lato gli esperti ritengono che molte possano essere una conseguenza dell’intenso calore sviluppato dall’incendio, dall’altro alcuni elementi restano ancora da chiarire e non consentono di escludere che almeno parte delle lesioni siano compatibili con un violento pestaggio subito prima della morte.A rendere ancora più fitto il giallo sono gli altri rilievi emersi dagli esami. I tecnici hanno riscontrato danni ai polmoni e la presenza di materiale nel naso e nei seni paranasali, circostanze che dovranno essere approfondite e che potrebbero rivelarsi determinanti per stabilire se Esposito fosse ancora vivo quando è divampato l’incendio o se fosse già deceduto.Il corpo presenta inoltre un’estesa perdita di tessuti, soprattutto sul fianco sinistro, e gravi compromissioni agli arti provocate dalle fiamme, condizioni che rendono particolarmente complessa la ricostruzione delle ultime ore di vita della vittima. Gli inquirenti, coordinati dalla Procura di Salerno, mantengono aperti tutti gli scenari investigativi.

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Tra le ipotesi al vaglio c’è anche quella che il giornalista possa essere stato stordito o drogato, quindi aggredito e infine dato alle fiamme nel tentativo di cancellare ogni traccia dell’omicidio. Un delitto che, se confermato, sarebbe stato caratterizzato da una violenza estrema e da un tentativo di depistaggio attraverso la carbonizzazione del cadavere.Le risposte decisive sono ora affidate all’autopsia che sarà eseguita dal medico legale Gabriele Casaburi. Sarà l’esame autoptico a chiarire se le fratture siano esclusivamente conseguenza del calore o se alcune siano state provocate da un’aggressione, oltre a stabilire con certezza le cause della morte, il momento del decesso e se Luigi Esposito respirasse ancora quando il suo corpo è stato avvolto dalle fiamme. Un passaggio cruciale per dare una svolta a un’inchiesta che, con il trascorrere delle ore, assume sempre più i contorni di un efferato omicidio.

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Un dettaglio inquietante

Emergono, tuttavia, ulteriori e inquietanti dettagli sul brutale delitto del giornalista sportivo alla periferia di Eboli. Il corpo del 53enne di Nocera Inferiore sarebbe stato rinvenuto all’interno di un sacco, poi dato alle fiamme nella zona dove sono intervenuti i vigili del fuoco tra sabato e domenica scorsi. Una vicenda al vaglio della procura di Salerno chiamata a far luce su una vicenda che con il passare delle ore si infittisce sempre di più.