Maxi frode delle auto di lusso: sequestri e arresti tra Germania, Prato e Napoli
Un sistema articolato e ramificato che avrebbe consentito di importare e vendere in Italia auto di lusso provenienti da Germania,…
Una frode fiscale internazionale da circa 100 milioni di euro di Iva evasa, costruita attraverso una fitta rete di società cartiere e false fatturazioni nel settore della plastica industriale. Si chiude con dieci condanne il primo capitolo giudiziario dell’inchiesta coordinata dalla Procura europea (Eppo), che ha visto il Tribunale di Nola riconoscere la responsabilità degli imputati coinvolti nel complesso sistema fraudolento. Le pene inflitte vanno da tre anni e quattro mesi fino a quattro anni e sei mesi di reclusione.
Maxi frode delle auto di lusso: sequestri e arresti tra Germania, Prato e Napoli
Un sistema articolato e ramificato che avrebbe consentito di importare e vendere in Italia auto di lusso provenienti da Germania,…
Le sentenze sono state impugnate e sono quindi attualmente al vaglio della Corte d’Appello. Oltre alle condanne, il collegio giudicante ha disposto la confisca definitiva dei beni già sequestrati nel corso delle indagini: denaro contante, strumenti finanziari e beni di lusso per un valore complessivo superiore a 1,1 milioni di euro. Ulteriori provvedimenti ablativi hanno riguardato sia le persone fisiche sia le società riconosciute responsabili dei profitti illeciti.L’inchiesta della Procura europea aveva fatto emergere un articolato sistema di evasione fiscale attivo tra il 2018 e il 2023, basato sull’utilizzo di società “filtro” e imprese di comodo impiegate nel commercio di prodotti in plastica industriale.
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Secondo gli investigatori, il meccanismo consentiva di creare una lunga catena di operazioni commerciali solo apparentemente regolari, attraverso l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.Il valore complessivo delle false fatturazioni contestate sfiora i 500 milioni di euro, mentre il danno arrecato all’Erario viene stimato in circa 100 milioni di euro di Iva sottratta. Le società coinvolte, secondo l’accusa, omettevano sistematicamente il versamento dell’imposta, permettendo di occultare il reale percorso delle merci e dei flussi finanziari attraverso una rete di transazioni fittizie.
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L’indagine, coordinata dagli uffici della Procura europea di Torino e condotta dalla Guardia di Finanza, si è sviluppata anche oltre i confini nazionali grazie al supporto operativo di Europol. Nel marzo del 2025 aveva già portato all’arresto di 13 persone e al sequestro di beni distribuiti tra Italia, Belgio, Ungheria, Lettonia e Slovacchia, a conferma della dimensione internazionale dell’organizzazione.
Il procedimento giudiziario, tuttavia, non è ancora concluso. Davanti al Tribunale di Nola restano infatti pendenti le posizioni di altri due imputati, mentre il processo d’appello definirà in via definitiva le responsabilità dei dieci già condannati. La sentenza rappresenta intanto uno dei più significativi risultati ottenuti dalla Procura europea nel contrasto alle frodi fiscali transnazionali che colpiscono le entrate dell’Unione Europea.