Luca Esposito morto per asfissia violenta e poi dato alle fiamme
L'INCHIESTA
23 luglio 2026
L'INCHIESTA

Luca Esposito morto per asfissia violenta e poi dato alle fiamme

Emergono ulteriori elementi sulla morte del giornalista sportivo avvenuta a Eboli, intanto prelevati campioni di dna dalle sorelle
Andrea Ripa

Emergono nuovi e inquietanti dettagli sull’omicidio di Luigi “Luca” Esposito, il giornalista sportivo di 53 anni trovato carbonizzato nelle campagne di Eboli la mattina di domenica 19 luglio. Secondo quanto si apprende, la causa della morte sarebbe riconducibile a una “asfissia meccanica violenta”, un elemento che indirizza con sempre maggiore forza le indagini verso un omicidio particolarmente efferato.In base ai primi riscontri medico-legali, il decesso sarebbe stato provocato da uno strangolamento o da uno strozzamento. Nel primo caso la morte sarebbe stata causata dalla compressione del collo, nel secondo dall’ostruzione delle vie respiratorie attraverso naso e bocca.

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L’autopsia, tuttavia, non ha ancora chiarito tutti gli aspetti della vicenda. La Procura ha infatti disposto un supplemento di accertamenti tecnici, perché resta ancora da stabilire un elemento decisivo: se il corpo sia stato incendiato quando Esposito era ancora in vita oppure dopo il decesso. Gli esami hanno inoltre evidenziato numerose fratture, in particolare nella zona delle costole, ma anche su questo punto saranno necessari ulteriori approfondimenti per accertarne l’origine e stabilire se siano state provocate durante il pestaggio oppure in un momento successivo.

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L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Salerno, continua intanto a muoversi senza un movente definito e senza indagati.Nella giornata di oggi una delle due sorelle della vittima è stata convocata dalla polizia giudiziaria per il prelievo del Dna. Il profilo genetico sarà confrontato con quello estratto dal corpo carbonizzato per ottenere la certezza scientifica dell’identificazione, un passaggio formale necessario nonostante le protesi dentarie rinvenute risultino già compatibili con quelle indicate dall’odontotecnico che aveva in cura il giornalista.

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Le sorelle, Ida e Francesca Esposito, sono assistite dall’avvocata Annalisa Califano. Sempre oggi è stato notificato ai familiari il verbale di rinvenimento e sequestro della Lancia Y, l’automobile di proprietà del giornalista, recuperata nell’ambito delle indagini e ora sottoposta agli accertamenti degli investigatori.Resta ancora senza risposta il principale interrogativo dell’inchiesta: chi ha ucciso Luigi Esposito e perché. Gli investigatori continuano a lavorare per ricostruire le ultime ore di vita del 53enne, concentrandosi anche sul telefono cellulare, tuttora irreperibile e ritenuto un elemento chiave per risalire agli ultimi contatti della vittima e dare finalmente un volto all’autore, o agli autori, del delitto.