San Giorgio, prima grana per Carbone: «A Testa Alta» perde i pezzi
San Giorgio. Prima grana per la maggioranza di centrosinistra guidata dal neo sindaco Michele Carbone, eletto con l’87% dei voti alle elezioni del 23 e 24 maggio.
La consigliera comunale del movimento «A Testa Alta» Ginevra Palmentieri – insieme a 18 dei ventiquattro candidati in lista – ha annunciato di lasciare lo schieramento in polemica con «le scelte compiute in autonomia dal consigliere comunale Carlo Lembo e dal coordinamento regionale del partito in merito alla designazione del rappresentante in giunta di A Testa Alta».
Con loro lasciano il partito anche le presentatrici e curatrici della lista, la dottoressa Libera D’Angelo e l’avvocato Mariangela Miglietta. In particolare Ginevra Palmentieri e gli altri candidati della lista non hanno condiviso il metodo alla base della scelta di Iolanda Cacciuottolo, nominata nei giorni scorsi assessore alla scuola e all’avvocatura.
«La nostra posizione – si legge in una nota – nasce dalla totale assenza di coerenza, trasparenza e partecipazione politica dimostrata da un’ala minoritaria del gruppo politico, solo cinque candidati su 24, che ha espresso con impropria autonomia l’indicazione dell’assessore in giunta spettante al gruppo, con l’incomprensibile benestare della classe dirigente del partito. Eppure, quell’ala minoritaria di cui il consigliere comunale Carlo Lembo è espressione, rappresenta solo in minima parte l’importante risultato elettorale conseguito dalla lista. I 1.787 voti raccolti sono frutto del lavoro di donne e uomini che hanno creduto in un progetto politico serio, costruito con sacrificio e presenza costante sul territorio. Voltare le spalle a queste persone vuol dire voltare le spalle al partito stesso. Ciò nonostante, non riteniamo di delegittimare l’operato del sindaco Michele Carbone, a cui va tutta la nostra vicinanza e solidarietà per il peso politico di una vicenda che resta confinata all’interno del partito “A Testa Alta” e che trova responsabilità esclusivamente nella sua classe dirigente regionale, la quale ha avallato tale scelta».
Non solo: «In ragione di quanto premesso – conclude la nota – i sottoscritti prendono le distanze dal gruppo politico “A Testa Alta”, come gesto di dignità politica rispetto a una decisione che svilisce e mortifica l’impegno, la passione e lo sforzo della quasi totalità della base territoriale del partito, alla quale orami non resta altro che delusione ed amarezza per aver creduto nel progetto».
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