Pompei, maltrattamenti e minacce all’ex compagna: ai domiciliari con braccialetto elettronico
VIOLENZA SULLE DONNE
29 luglio 2026
VIOLENZA SULLE DONNE

Pompei, maltrattamenti e minacce all’ex compagna: ai domiciliari con braccialetto elettronico

L'uomo è gravemente indiziato di maltrattamenti in famiglia aggravati, porto abusivo di arma da sparo ed esplosioni pericolose. Secondo l'accusa avrebbe anche esploso alcuni colpi a salve nei pressi dell'abitazione della donna per intimidirla.
Michele De Feo

Avrebbe trasformato la relazione con l’ex compagna in un’escalation di violenze, minacce e intimidazioni, arrivando persino a esplodere alcuni colpi a salve nei pressi dell’abitazione della donna per terrorizzarla. Per questo un uomo è stato posto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico dagli agenti del Commissariato di Polizia di Stato di Pompei (coordinati dal vicequestore Giuseppe Nicotera), in esecuzione di un’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura. L’indagato è gravemente indiziato dei reati di maltrattamenti in famiglia aggravati, porto abusivo di arma da sparo ed esplosioni pericolose.

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Il provvedimento cautelare è stato eseguito nella mattinata di oggi al termine di un’attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata e condotta dagli agenti del Commissariato di Pompei. Gli elementi raccolti dagli investigatori hanno consentito di delineare, secondo l’ipotesi accusatoria, un grave quadro indiziario nei confronti dell’uomo.

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Secondo la ricostruzione degli inquirenti, durante la relazione sentimentale e anche dopo la sua conclusione, l’indagato avrebbe sottoposto l’ex compagna a reiterate condotte vessatorie, fatte di umiliazioni, aggressioni fisiche e psicologiche, minacce di morte, insulti e continui comportamenti intimidatori. Episodi che si sarebbero verificati anche alla presenza del figlio minore della coppia, provocando nella donna un perdurante stato di paura e soggezione.Tra gli episodi contestati emerge anche quanto sarebbe avvenuto il 7 luglio scorso.

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Secondo gli investigatori, l’uomo avrebbe esploso alcuni colpi a salve con una pistola scacciacani nelle immediate vicinanze dell’abitazione dell’ex compagna, con l’obiettivo di intimidirla e alimentarne il timore.Alla luce degli elementi raccolti, il Giudice per le indagini preliminari ha ritenuto sussistenti i gravi indizi di colpevolezza e le esigenze cautelari, disponendo gli arresti domiciliari con l’applicazione del dispositivo di controllo elettronico.Il procedimento penale è attualmente nella fase delle indagini preliminari. Come previsto dal principio costituzionale della presunzione di non colpevolezza, l’indagato non può essere considerato colpevole fino all’eventuale pronuncia di una sentenza definitiva di condanna.