Pompei, maltrattamenti e minacce all'ex compagna: ai domiciliari con braccialetto elettronico
Avrebbe trasformato la relazione con l'ex compagna in un'escalation di violenze, minacce e intimidazioni, arrivando persino a esplodere alcuni colpi…
I carabinieri di Boscoreale hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Torre Annunziata nei confronti di un uomo gravemente indiziato del reato di maltrattamenti in famiglia aggravati.
Il provvedimento è stato richiesto dalla Procura della Repubblica al termine di un’articolata attività investigativa che ha raccolto le denunce e le testimonianze dei familiari, oltre ai numerosi interventi effettuati dalle forze dell’ordine e dal personale del 118. Una storia, questa, che va oltre la cronaca, e che nelle sue pieghe rivela un vero e proprio dramma familiare segnato dalla dipendenza dalla droga e dall’alcol.
Pompei, maltrattamenti e minacce all'ex compagna: ai domiciliari con braccialetto elettronico
Avrebbe trasformato la relazione con l'ex compagna in un'escalation di violenze, minacce e intimidazioni, arrivando persino a esplodere alcuni colpi…
Secondo quanto appurato in fase di indagini, il 43enne avrebbe sottoposto la madre e altri componenti del nucleo familiare a un continuo clima di sopraffazione e paura: minacce, insulti, aggressioni fisiche e danneggiamenti. Prima qualche episodio sporadico, poi la situazione è diventata via via sempre più tesa. Un crescendo di minacce, insulti, aggressioni e intimidazioni che, secondo gli inquirenti, avrebbe reso la vita dei familiari un incubo, costringendoli a convivere ogni giorno con la paura.
Tra gli episodi contestati figurano minacce di morte rivolte alla madre, il lancio di oggetti contro le persone e le abitazioni, il danneggiamento di autovetture e oggetti, schiaffi, sputi, strattoni. Gli episodi ricostruiti dagli inquirenti raccontano una spirale di violenza fatta di schiaffi, sputi, strattoni, tentativi di afferrare la donna al collo e continue minacce. Nemmeno gli altri familiari, intervenuti in sua difesa, sarebbero stati risparmiati.
Una strategia difensiva che ha scatenato una durissima battaglia legale e sollevato il delicato tema della vittimizzazione secondaria nelle aule…
Le indagini hanno ricostruito numerosi interventi dei militari dell’Arma, agli ordini del comandante Massimo Serra, richiesti dai familiari per sedare le continue liti. In diverse occasioni è stato necessario anche l’intervento del personale sanitario del 118 per prestare assistenza alle persone coinvolte. La madre, secondo quanto emerge, avrebbe addirittura lasciato più volte la propria abitazione per rifugiarsi dai parenti, temendo per la propria incolumità. Anche altri familiari avrebbero modificato le proprie abitudini di vita per paura di ulteriori aggressioni. L’attività investigativa ha inoltre evidenziato che il comportamento dell’indagato sarebbe peggiorato dopo il rientro in famiglia da un percorso di recupero per tossicodipendenza, con un’escalation di episodi violenti concentrati soprattutto nei primi giorni di luglio 2026. Per il Gip, il rischio che l’uomo potesse tornare ad aggredire i familiari era concreto. Per questo ha disposto la custodia cautelare in carcere.