Raimondo: «La Turris ha un pubblico da A, voglio vincere qui»
SERIE D
3 agosto 2026
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Raimondo: «La Turris ha un pubblico da A, voglio vincere qui»

Il direttore sportivo svela i piani di mercato
Alfredo Izzo

Il nuovo corso della Turris targato Langella prende forma giorno dopo giorno, tra colpi di mercato e tanto entusiasmo. Sotto la regia del direttore sportivo Ciro Raimondo, affiancato dal direttore dell’area tecnica Gennaro Esposito e dal direttore generale Daniele Flammia, la società corallina sta allestendo un organico completamente rinnovato per consegnare a mister Domenico Giampà una squadra competitiva e pronta a lottare.

I colpi di Raimondo

Dalla porta all’attacco, sono ben diciannove i volti nuovi ufficializzati in questa prima fase di mercato: da pedine d’esperienza come Stefano D’Agostino, Luca Berardocco e Michele Vano, fino a profili di spessore come Andrea Cristini e un pacchetto arretrato arricchito da elementi come Romeo Lupi, Francesco Casella, Giuseppe Lo Iacono, Marco Capone, Frank Amoabeng, Francesco Zappettini, Fares Ben Rahem, Alessio Papasergio e Francesco Dicorato, passando per i portieri William Montalti e Pietro Emilio Gallo, i centrocampisti Amara Konate e Riccardo Marcelli, e gli attaccanti Vincenzo Barone e Salvatore Scala. Un cantiere aperto che ha già fornito risposte incoraggianti sul campo, come dimostra il test d’esordio chiuso sul 4-0 contro l’Equipe Campania. A rincarare la dose di ottimismo ci pensa la campagna abbonamenti ‘J’aDore’, partita con ritmi da record: ben cento tessere sottoscritte in appena quarantotto ore dall’apertura, guidate simbolicamente dall’amore eterno di uno storico tifoso di novantaquattro anni.

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I retroscena del mercato

Alla vigilia di questa nuova avventura è il ds Ciro Raimondo a svelare i retroscena del mercato, le ambizioni del club e la filosofia che ha guidato la costruzione della rosa.

Direttore, com’è iniziare da zero?

«Già l’anno scorso, dopo aver rilevato il titolo della Puteolana a Nola, lavorammo quasi da zero. Abbiamo rifatto una rosa completa. Puntiamo oggi su Giampà perché lo conosciamo sia come allenatore che come ex giocatore. Lì a Nola poi è successo l’imprevedibile: la squalifica del mister ci ha scombussolato i piani. A dieci giornate dalla fine eravamo messi bene, poi non si è capito più niente. Quella situazione ha fatto scuola e ci aiuta oggi nel programmare le attività con la Turris».

Sta percependo entusiasmo da parte della tifoseria?

«Tanto entusiasmo, c’è tantissima voglia. Ce lo aspettavamo. Una piazza senza calcio ha fame, la gente ha voglia di vedere calcio vero. La proprietà ha messo a disposizione risorse importanti per riaccendere questa passione e i risultati in termini di partecipazione si vedono fin da subito».

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A poche settimane dall’inizio della stagione, quanto è soddisfatto del mercato fin qui svolto?

«In pratica pensiamo di aver fatto un ottimo mercato. Chiaramente abbiamo inserito giocatori di grande esperienza, affiancando a loro qualche scommessa interessante tra i più giovani, sui quali stiamo lavorando tanto. Crediamo fermamente che potranno darci una mano importante. Alla fine, come sempre, il campo sarà il giudice supremo. Su elementi come D’Agostino lavoravamo già da due anni. Anche Giampà lo voleva fortemente fin dalla scorsa stagione. Lo stadio, la piazza e la storia di questa maglia fanno la differenza per certi calciatori, rendendo le trattative più agevoli rispetto ad altri contesti. Lo stesso discorso vale per profili del calibro di Cristini e Vano. Chiaramente, poi, servono le risorse economiche, e i nomi importanti finiscono inevitabilmente per attirare altri giocatori di alto livello».

Mercato chiuso o quasi

Il mercato può dirsi concluso oppure i tifosi devono aspettarsi ancora qualche sorpresa?

«Qualche altra cosa la faremo, ma con molta calma. Aspettiamo l’ennesima ciliegina sulla torta. Già elementi come Vano, D’Agostino e Berardocco rappresentano grandi nomi per la categoria, e l’organico a disposizione è già di tutto rispetto. Adesso non ci resta che attendere il verdetto del campo».

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Quanto è stato importante lavorare fianco a fianco con mister Giampà nella costruzione della rosa?

«Noi lavoriamo costantemente in cinque. Ci confrontiamo sulle idee del mister riguardo alle caratteristiche tecniche necessarie e valutiamo alcuni nomi che lui stesso ci suggerisce. Poi c’è l’approvazione finale del presidente, che deve dare l’ok su tutto, e l’asse operativo dei tre direttori: io, Daniele Flammia e Gennaro Esposito. Questa sinergia quotidiana ci permette di muoverci in modo coeso e mirato».

Qual è il reparto che oggi ritiene maggiormente completato e dove, invece, la società potrebbe ancora intervenire?

«La difesa è da considerarsi al completo, interverremo lì soltanto se dovesse capitare un’opportunità davvero importante e irrinunciabile. Per quanto riguarda la porta, la maglia se la giocheranno Gallo e Montalti, mentre una figura d’esperienza come Pane farà da chioccia, fornendo supporto costante e fungendo da fondamentale uomo spogliatoio per tutto il gruppo».