Castellammare | Camorra al Comune: le ombre dei clan sull’appalto da 12 milioni
IL DOSSIER SULLO SCIOGLIMENTO
5 agosto 2026
IL DOSSIER SULLO SCIOGLIMENTO

Castellammare | Camorra al Comune: le ombre dei clan sull’appalto da 12 milioni

Fari sulla Glm ristorazione: ha vinto una gara da 12 milioni Nella ditta lavorano i parenti dei boss D’Alessandro e Gionta
metropolisweb

Camorra nel Comune di Castellammare di Stabia, le ombre dei clan sull’appalto della mensa. Nella ditta che, nel marzo del 2025, si aggiudicò un appalto da 12 milioni di euro risultano assunti parenti di esponenti di spicco dei clan D’Alessandro, Gionta e Gallo-Cavalieri. È quanto emerge dalle 400 pagine della relazione della commissione d’accesso che ha portato allo scioglimento dell’ente per infiltrazioni camorristiche. Nel dossier redatto dagli 007 inviati dal Viminale un intero capitolo è dedicato alla Glm Ristorazione, azienda di Castellammare di Stabia alla quale è stato affidato il maxi appalto per la refezione scolastica.

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Si tratta della gara con importo più elevato gestita dagli uffici comunali durante il mandato dell’amministrazione guidata dal sindaco Luigi Vicinanza, con la commessa finita a un’azienda nella quale risultano assunte dieci persone imparentate con esponenti di spicco della criminalità organizzata dell’area torrese-stabiese. Insomma, per farla in breve, i parenti dei boss sanguinari distribuivano il cibo ai bambini che usufruiscono del servizio mensa negli istituti scolastici di Castellammare. Ma l’analisi degli 007 del Viminale si concentra a partire dai vertici dell’azienda.

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Il padre dell’amministratore della società, proprietario di un’altra impresa poi confluita nella Glm Ristorazione, fu coinvolto in un’inchiesta nella quale venne accusato di estorsione ai danni dei propri lavoratori. Secondo quanto emerso dalle indagini dei carabinieri di Avellino, l’uomo tratteneva per sé una parte degli stipendi dei dipendenti, costringendoli a restituire parte delle somme percepite e minacciandoli di licenziamento nel caso in cui lo avessero denunciato. Una vicenda, risalente al 2012 che, secondo gli investigatori, gli avrebbe consentito, grazie al costo del lavoro artificiosamente ribassato, di presentare offerte economicamente più vantaggiose nelle gare pubbliche rispetto ai concorrenti.

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Questa vicenda, secondo gli investigatori, si intreccerebbe con quanto accaduto nella notte dell’8 novembre 2024, sei mesi prima dell’affidamento dell’appalto. La sede della società di via Schito, a Castellammare di Stabia, fu infatti presa di mira da ignoti che esplosero otto colpi di pistola, colpendo anche l’edificio e lasciando un cartello con la scritta: «Posa i soldi sporco». Le indagini sull’episodio sono ancora in corso. Nella Glm Ristorazione risultano assunti parenti di esponenti del clan D’Alessandro del calibro di Vincenzo Spista, esattore del sodalizio, Augusto Bellarosa, per un periodo reggente dell’organizzazione criminale, Antonio Elefante, consuocero del defunto padrino Michele D’Alessandro, e Gaetano Martinelli, storico affiliato del clan.

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Tra i dipendenti dell’azienda figura anche una parente di Antonio Gallo, esponente del clan Gionta che, secondo la Direzione distrettuale antimafia, ordinò un delitto di camorra nel 2007, oltre a una nipote del padrino Raffaele Gallo, alias Rafiluccio ’o Cavaliere, storico fondatore del clan Gallo-Cavalieri. Interrogato dalla commissione d’accesso, il dirigente comunale che ha curato le fasi di affidamento dell’appalto ha riferito che la Glm Ristorazione aveva partecipato alla gara insieme ad altre due aziende, aggiudicandosi poi il servizio. Lo stesso dirigente ha assicurato che la società effettua tutti i controlli previsti e di non aver mai ricevuto lamentele né dalle famiglie né dai dirigenti scolastici sulla qualità del servizio. Da qui il commento tranchant inserito nella relazione della commissione d’accesso: «Quanto detto non merita commenti ulteriori».