Parto assistito già nel Neolitico: lo rivela uno studio italiano
CRONACA
5 agosto 2026

Parto assistito già nel Neolitico: lo rivela uno studio italiano

Coinvolta anche l’Università Federico II di Napoli nello studio che rivela tracce di un intervento ostetrico risalente a circa 6.000 anni fa
Rita Inflorato

Una ricerca guidata dall’Università di Trento ha portato alla luce quella che potrebbe essere la più antica testimonianza al mondo di un parto assistito. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Journal of Archaeological Science: Reports. L’indagine ha riguardato i resti di un neonato del Neolitico rinvenuti nel sito di Ripari Alti, in Valle di Lamen, nel comune di Feltre.

Le tracce di un intervento ostetrico

I reperti risalgono a un periodo compreso tra il 3932 e il 3653 a.C. Gli scavi sono stati diretti da Fabio Cavulli dell’Università Federico II di Napoli, insieme a Francesco Carrer della University of Newcastle, in collaborazione con l’Università di Trento. Le analisi hanno evidenziato una frattura dell’omero compatibile con le sollecitazioni provocate durante un parto particolarmente difficile. La microscopia elettronica ha confermato che la lesione è avvenuta quando l’osso era ancora fresco.

Una scoperta che cambia la storia

Secondo i ricercatori, le tracce osservate indicano un probabile tentativo di estrazione manuale del neonato. Sulle ossa sono emersi anche segni compatibili con uno stress nutrizionale o metabolico durante la gravidanza.

«La scoperta dimostra che quasi seimila anni fa esisteva già una consapevolezza dei rischi legati al parto e la capacità di intervenire con manovre fisiche», ha spiegato Omar Larentis, primo autore dello studio.

La ricerca offre nuove informazioni sulla storia della medicina e dell’assistenza al parto. Dimostra come la cura della vita fosse già una priorità per le comunità umane di migliaia di anni fa.