San Giuseppe Vesuviano, nuovo esposto sulla gara tributi: «Intervenga il prefetto»
IL BRACCIO DI FERRO
5 agosto 2026
IL BRACCIO DI FERRO

San Giuseppe Vesuviano, nuovo esposto sulla gara tributi: «Intervenga il prefetto»

L'ex sindaco Antonio Agostino Ambrosio rincara la dosa e scrive anche a Corte dei Conti ed Anac
Andrea Ripa

Un nuovo esposto dai toni durissimi, indirizzato al Prefetto di Napoli, alla Procura regionale della Corte dei Conti e all’Autorità nazionale anticorruzione, riaccende lo scontro politico e istituzionale attorno alla maxi gara per l’affidamento dei servizi di accertamento e riscossione dei tributi comunali. A firmarlo è Antonio Agostino Ambrosio, ex sindaco della città, che chiede addirittura il blocco immediato della procedura, l’accertamento di eventuali responsabilità amministrative e contabili e l’intervento degli organi di vigilanza.Al centro della contestazione c’è la gara quinquennale relativa a IMU, TARI, Canone unico patrimoniale e servizi accessori, con scadenza delle offerte fissata al 3 agosto 2026. Secondo Ambrosio, l’intera procedura sarebbe stata avviata su basi giuridiche «radicalmente illegittime», poiché fondata su delibere di Giunta che avrebbero invaso competenze riservate in via esclusiva al Consiglio comunale dall’articolo 42 del Testo unico degli enti locali.

«Procedura viziata fin dall’origine»

L’ex sindaco parla senza mezzi termini di una gara «viziata ab origine da vizi procedurali assoluti» e accusa l’amministrazione di aver scelto il silenzio nonostante un precedente esposto già trasmesso all’Anac il 28 luglio scorso. Nel documento sostiene che il Comune, il segretario generale e i responsabili competenti avrebbero atteso la scadenza del termine per la presentazione delle offerte senza adottare alcun provvedimento di autotutela. Parole che pesano come macigni nel clima politico sangiuseppese. Ambrosio definisce la condotta dell’ente «ostinata e ingiustificata» e parla di una volontà di «blindare» la gara nonostante le contestazioni sollevate.

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Nel mirino anche segretario generale e RUP

L’esposto non si limita alla dimensione politica. Nel mirino finiscono anche il Responsabile unico del procedimento, il segretario generale e tutti i soggetti che, secondo il firmatario, avrebbero consentito la prosecuzione della procedura. L’accusa è quella di aver omesso i controlli di legittimità su atti che riguardano l’esternalizzazione di servizi pubblici e l’assunzione di impegni di spesa pluriennali. Ambrosio richiama il ruolo del segretario generale quale garante della legalità amministrativa e sostiene che il mancato intervento configurerebbe un «fallimento del controllo di legittimità».

Il nodo del danno erariale

Uno dei passaggi più delicati riguarda il possibile danno erariale. Secondo l’ex sindaco, portare avanti una gara che potrebbe essere successivamente annullata esporrebbe il Comune a contenziosi, richieste risarcitorie e danni patrimoniali legati alla perdita di chance degli operatori economici partecipanti. Per questo motivo chiede alla Corte dei Conti di avviare accertamenti specifici sulle responsabilità dei funzionari e degli amministratori coinvolti.

Richiesta urgente all’Anac: «Congelare gli effetti della gara»

All’Autorità anticorruzione viene rivolta la richiesta più immediata: «congelare gli effetti della procedura». Ambrosio sottolinea che la gara starebbe entrando nella fase dell’apertura delle buste, circostanza che renderebbe ancora più urgente un intervento dell’Anac per evitare che la procedura produca effetti difficilmente reversibili.

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Scontro destinato ad infiammare il Consiglio comunale

L’esposto è stato inviato anche al sindaco Michele Sepe, all’assessore alle Finanze, alla responsabile del servizio finanziario, al presidente del Consiglio comunale e a tutti i consiglieri. Un segnale politico evidente: la battaglia non si consumerà soltanto nelle sedi amministrative, ma è destinata a esplodere anche nell’aula consiliare.Per l’amministrazione si apre ora un fronte delicatissimo. Da un lato la necessità di difendere la legittimità della gara e la correttezza dell’iter seguito; dall’altro il peso di accuse che evocano violazioni di legge, omissioni nei controlli e possibili conseguenze contabili.

In una città già attraversata da tensioni politiche e da un confronto sempre più aspro tra maggioranza e opposizione, il dossier tributi rischia di trasformarsi nell’ennesimo terreno di scontro istituzionale. E questa volta a guidare l’attacco non è un semplice consigliere, ma un ex sindaco che conosce dall’interno i meccanismi amministrativi del Comune e che ha deciso di portare la questione direttamente davanti a Prefettura, Corte dei Conti e Autorità anticorruzione.La partita, adesso, si sposta nelle mani degli organi di controllo. Ma il terremoto politico a San Giuseppe Vesuviano è già cominciato.