Spari in strada a Terzigno, il sindaco convocato dal prefetto
L'INCONTRO
5 agosto 2026
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Spari in strada a Terzigno, il sindaco convocato dal prefetto

Il comitato per la sicurezza dopo il raid della scorsa notte in via Isonzo
Andrea Ripa

Terzigno torna a fare i conti con la paura dopo l’agguato di via Isonzo che ha lasciato feriti due giovani. E mentre la caccia ai responsabili prosegue senza sosta, il caso approda sul tavolo del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato dal prefetto di Napoli Michele di Bari. A rappresentare il Comune c’era il sindaco Salvatore Carillo, che ha partecipato alla riunione insieme ai vertici provinciali delle forze dell’ordine. Al centro dell’incontro il punto sulle indagini e sulle misure da adottare per rafforzare la sicurezza sul territorio vesuviano.

Il prefetto avrebbe assicurato la massima attenzione sull’episodio e il pieno supporto delle istituzioni. Parole che arrivano in un clima ancora segnato dalla tensione dopo la sparatoria avvenuta nei giorni scorsi, quando due ragazzi di 19 e 22 anni sono stati raggiunti da colpi d’arma da fuoco e ricoverati in ospedale. «Quanto accaduto ci preoccupa profondamente, ma in tutta sincerità non ci rappresenta», ha dichiarato Carillo al termine del vertice.

«È un episodio che non può e non deve macchiare il buon nome della nostra comunità. Terzigno è un paese di persone perbene e non possiamo consentire che l’azione di pochi metta in discussione la serenità di un’intera città». Il sindaco ha voluto anche sottolineare il lavoro delle forze dell’ordine impegnate nelle indagini. «Ho ribadito il prezioso lavoro che ogni giorno svolgono i Carabinieri e gli agenti della Polizia Locale, anche grazie al supporto del sistema di videosorveglianza», ha aggiunto.

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Le telecamere installate sul territorio rappresentano infatti uno degli strumenti sui quali gli investigatori stanno concentrando l’attenzione per ricostruire i movimenti del commando e individuare eventuali complici. Gli agenti del Commissariato di San Giuseppe Vesuviano stanno acquisendo e analizzando le immagini registrate nelle ore precedenti e successive all’agguato. La pista più battuta resta quella della criminalità giovanile e di possibili contrasti maturati nell’ambiente delle baby gang attive nell’area vesuviana. Gli inquirenti mantengono il massimo riserbo, ma l’obiettivo è stringere il cerchio sui sicari e chiarire il contesto nel quale è maturato il raid.

A margine del Comitato, Carillo ha lanciato un messaggio netto: «Confidiamo pienamente nel lavoro del Commissariato di Polizia di San Giuseppe affinché i responsabili di questo gesto vengano assicurati quanto prima alla giustizia e sia fatta piena luce sull’accaduto».Per Terzigno la priorità ora è evitare che l’episodio alimenti ulteriori tensioni e restituire ai cittadini un senso di sicurezza. Ma la risposta più attesa resta quella degli investigatori: individuare chi ha sparato e perché.