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Trentatré cuccioli recuperati da gennaio a oggi, decine di rinunce di proprietà gestite e un fenomeno degli abbandoni che continua a mettere alla prova il territorio. È il bilancio tracciato dall’amministrazione comunale di Sant’Antonio Abate, impegnata nella gestione dell’emergenza randagismo attraverso interventi di recupero, prevenzione e contrasto all’inciviltà.
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Dai cinque cuccioli salvati in via Casa d’Antuono ai sei recuperati in via Lenze, dai quattro di via Pontone Vecchio ai dieci trovati in via Casa Aniello, fino all’ultima emergenza dei giorni scorsi al Rivo Marna, dove cinque piccoli sono stati lasciati soli: una serie di episodi che racconta la dimensione di un fenomeno ancora presente sul territorio. A fare il punto è la sindaca di Sant’Antonio Abate, Ilaria Abagnale, che rivendica il cambio di passo nella gestione del randagismo.
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«Gli abbandoni non sono diminuiti – spiega la prima cittadina – anzi, l’inciviltà di chi continua a macchiarsi di questi gesti sul nostro territorio impone un carico di lavoro immane. Ciò che è cambiata è la capacità di risposta delle nostre istituzioni». Secondo la sindaca, la nuova strategia punta a superare una gestione basata esclusivamente sul ricovero degli animali nei canili.
«Per anni la gestione del randagismo si è ridotta a una spesa passiva: il Comune versava cifre astronomiche per confinare gli animali nei canili. Noi abbiamo ribaltato questa prospettiva», afferma Abagnale. L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione è quello di ridurre progressivamente i costi di mantenimento a carico delle casse comunali attraverso un sistema fondato su prevenzione, sterilizzazione, recupero e adozioni. Un ruolo centrale viene riconosciuto alla Garante per la tutela degli animali Elena Martone, figura istituita dal Comune e indicata dalla sindaca come elemento fondamentale del nuovo modello organizzativo.
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Abagnale parla di «straordinaria dedizione» e di «inestimabile valore umano e competenza sul campo» nel lavoro svolto ogni giorno. Accanto alle attività di recupero, l’amministrazione punta anche sul controllo del territorio. «Le nostre telecamere passano al vaglio i punti critici per individuare e sanzionare severamente i responsabili di questi gesti codardi», sottolinea la sindaca.
Per Abagnale, però, nessuna misura può bastare senza il coinvolgimento dei cittadini. «La sola risposta sanzionatoria e l’azione amministrativa, per quanto imponenti, non bastano a debellare il fenomeno se manca l’alleanza con la comunità». L’appello è rivolto soprattutto a chi può offrire una nuova casa agli animali recuperati.
«Adottare non è soltanto un atto d’amore – conclude la sindaca – è una scelta civica che valorizza il lavoro di un’intera comunità e risponde con i fatti all’inciviltà». Per segnalazioni, richieste di supporto o per dare disponibilità all’adozione dei cuccioli, il Comune mette a disposizione lo Sportello del Cittadino al numero 327 943 7190.