Castellammare. Terme, Amato: «Investitori in fuga dopo lo scioglimento»
L'INTERVISTA
7 agosto 2026
L'INTERVISTA

Castellammare. Terme, Amato: «Investitori in fuga dopo lo scioglimento»

Il deputato del Movimento Cinque Stelle duro con Vicinanza
Tiziano Valle

«L’errore è stato costruire una coalizione troppo ampia. Assieme ad altri avevo avvertito Luigi Vicinanza già prima della presentazione delle liste». Gaetano Amato, deputato del M5S, ha le idee chiare su quanto accaduto a Castellammare di Stabia e sulle cause che hanno portato allo scioglimento del consiglio comunale.

Amato, al di là delle dichiarazioni pubbliche, ne aveva parlato anche in privato con Vicinanza?

«Gli avevo espresso le mie perplessità in particolare su una lista dove c’erano anche persone fuoriuscite dal M5S. Nulla contro i singoli candidati, ma dopo il precedente scioglimento politicamente bisognava attivare gli anticorpi e secondo me c’era la necessità di non favorire un sistema che puntava solo ad imbarcare gente. Gli avevo chiesto di escluderla, avrebbe fatto bene ad ascoltarmi».

Cosa le rispose?

«Mi disse “voglio vincere” e gli risposi che invece io volevo che il centrosinistra governasse».

Serviva più attenzione sulle liste?

«Noi del M5S l’abbiamo fatto. Nel nostro gruppo c’era il dubbio per una parentela acquisita di una ragazza, che in realtà non conosceva nemmeno questo suo parente. Le chiedemmo di non candidarsi. Dopo il voto abbiamo proposto una professionista per un assessorato e il suo nome è piaciuto al sindaco, anche se fin da subito non ha mai risposto a noi, non abbiamo mai obbligato il sindaco a cambiarla».

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Lei crede che lo scioglimento sia dipeso solo dai sospetti su candidati o consiglieri?

«Attendo di leggere la relazione che sarà depositata a breve. Mi sembra di capire che non c’è nessuna delibera di giunta o di consiglio comunale contestata».

Ma ci sono tanti affidamenti diretti.

«Ne parlai con il sindaco e gli dissi di fare attenzione, che sarebbe stato giusto non farli. Lui mi rispose “se ne occupano gli uffici”, ma credo che si sarebbe dovuto assumere questa responsabilità perché il sindaco ha l’onere di guidare la macchina comunale. Soprattutto non avrebbe mai dovuto rinunciare ai sovraordinati».

Ha sentito Roberto Elefante? Sostiene che stia girando una relazione farlocca.

«Sì l’ho sentito e non mi sento di escludere che qualcuno possa averci messo le mani dentro. Al di là del fatto che sia un mio amico, sfido chiunque a dire che Roberto sia un delinquente. Non scherziamo».

Si poteva fare di più per evitare lo scioglimento?

«Prima dell’arrivo della commissione d’accesso avevo chiesto al sindaco di dimettersi. Non spetta alla politica accertare responsabilità penali, ma dopo quanto stava emergendo dalle inchieste era chiara la piega che stava prendendo la vicenda. Sandro Ruotolo aveva ragione ad insistere per le dimissioni».

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Ruotolo chiese anche al Pd di uscire dalla maggioranza.

«Noi come M5S l’abbiamo fatto, ma abbiamo anche avuto la responsabilità di approvare i provvedimenti che erano importanti per la città».

Sta di fatto che adesso ci sono i commissari straordinari e questo scioglimento va nella scia di un lungo periodo di instabilità amministrativa.

«Ho incontrato i commissari straordinari, sono sicuro che sapranno fare il meglio per la città. Gli ho illustrato alcune iniziative che stavo portando avanti e ovviamente ho offerto la mia collaborazione, se dovessero ritenerla utile. E’ inevitabile però che questa situazione ha fermato alcuni processi».

Tipo?

«Eravamo riusciti a trovare investitori per le Antiche Terme, interessati anche a rilanciare una struttura tra Colonia Ferrovieri o Caserma Cristallina. Ho ancora tutte le mail dei contatti avviati con Federterme e Federalberghi, ma dopo l’arrivo della commissione d’accesso, gli investitori hanno fatto un passo indietro».

Altre cose in ballo?

«Qualcosa è ancora in piedi. C’è la possibilità di rilevare il Supercinema attraverso un finanziamento pubblico, per trasformarlo in un teatro comunale. E a fine luglio, dopo i miei solleciti e grazie alla sensibilità del direttore Capasso, finalmente si è discusso in Conferenza di Servizi di inserire il recupero della strada per il Faito nell’ambito del Grande Progetto Pompei. Ma c’è ancora altro».

Cosa?

«Con il vicegovernatore della Campania, Mario Casillo, abbiamo discusso della possibile riapertura della stazione Terme e della possibilità di realizzare un ascensore di collegamento con Villa Arianna e Villa San Marco. A settembre faremo un sopralluogo sul territorio con il nuovo presidente dell’Eav».

E’ vero che ha prospettato anche un progetto di recupero per il parco idropinico delle Nuove Terme?

«C’è l’idea di realizzare una piscina olimpionica e un palazzetto dello sport. So che sono circolati dei rendering, probabilmente sviluppati con l’intelligenza artificiale. Ma vi posso assicurare due cose: la prima è che non c’è ancora un progetto, la seconda è che la prima cosa che ho chiesto è che non deve essere tolto nemmeno un albero».

Amato, sta pensando di candidarsi a sindaco nel 2028?

«Assolutamente no. Dal punto di vista politico il mio unico obiettivo è quello di dare un contributo per ricostruire. A settembre faremo qualcosa insieme ad Arturo Scotto che ha un compito non facile con il Pd stabiese».

I cittadini possono ancora avere fiducia nella politica locale?

«Castellammare è come un ottimo piatto, poi arriva di volta in volta qualcuno a buttarci qualcosa dentro per rovinarlo. Oggi non basta più solo la politica, è la gente che deve iniziare a cambiare. A cominciare dal voto che esprime in cabina elettorale».