Torre Annunziata, appello ai commissari: «Ripulire la spiaggia dai rifiuti»
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Dove il mare incontra la storia, oggi restano bottiglie vuote, cartoni della pizza, lattine e sacchetti abbandonati. È l’immagine che arriva dal Ninfeo della Villa Romana di Agrippa Postumo, a Sorrento, dove l’apertura del nuovo percorso pedonale di San Francesco, pensato per restituire alla collettività uno dei luoghi più suggestivi della costa, ha fatto emergere fin dalle prime ore un problema inatteso: l’inciviltà.
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Il nuovo accesso e l’arrivo dei visitatori
Il collegamento, realizzato per consentire un accesso diretto e gratuito tra Marina Piccola e l’area archeologica, ha richiamato numerosi bagnanti, italiani e stranieri, che hanno scelto la spiaggia libera ai piedi del complesso romano. Al termine della giornata, però, il panorama appariva profondamente diverso da quello che accoglie abitualmente residenti e visitatori: lungo la battigia e tra gli antichi manufatti sono comparsi cumuli di rifiuti, confezioni di cibo, contenitori di plastica, lattine e altri scarti lasciati sul posto.
Il pranzo sugli scogli storici
Tra gli episodi che hanno maggiormente colpito chi frequenta l’area vi è quello di una coppia che avrebbe trasformato uno degli antichi scogli del complesso archeologico in un tavolo improvvisato per il pranzo, consumando pizza e birra direttamente sulle rocce storiche e abbandonando poi i resti del pasto. Una scena che fotografa il contrasto tra il valore storico del sito e comportamenti incompatibili con la tutela di un patrimonio di epoca romana.
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Un patrimonio archeologico da proteggere
I Ninfei della Villa di Agrippa Postumo rappresentano infatti una delle testimonianze archeologiche più significative del litorale sorrentino. L’area è stata negli anni al centro di un lungo percorso di recupero e valorizzazione che ha richiesto l’impegno costante di associazioni e volontari, impegnati nel restituire dignità a uno spazio rimasto per lungo tempo ai margini della fruizione pubblica.
La lunga battaglia per la riapertura
Tra i protagonisti di questo percorso figura l’associazione Asso Vel’a Tarchia, che oltre quindici anni fa avviò una lunga iniziativa per ottenere la riapertura e la valorizzazione dell’accesso al sito, fino al conseguimento della concessione dell’area. Qui è stato sviluppato anche un progetto di harbour heritage, dedicato alla conservazione della tradizione marinara locale, con l’ormeggio di imbarcazioni storiche che contribuiscono a raccontare il legame secolare tra Sorrento e il mare.
La storia del recupero raccontata in un libro
La vicenda del recupero dei Ninfei e della battaglia condotta dai coniugi Giancarlo Antonetti e Rosaria Iaccarino, insieme al contributo del compianto figlio Giò Antonetti, trova spazio anche nel volume Santa Rosa, di prossima pubblicazione, firmato dal giornalista professionista Salvatore Dare. Il libro ripercorre il lavoro svolto negli anni per restituire alla città uno dei suoi luoghi più identitari.
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La sfida tra accessibilità e tutela
Le immagini del degrado registrate dopo l’apertura del nuovo accesso riportano ora l’attenzione sulla necessità di coniugare accessibilità e tutela. La sfida sarà quella di garantire a cittadini e visitatori la piena fruizione del sito senza mettere a rischio un patrimonio che racconta secoli di storia.