Per la Dda avrebbe avuto un ruolo nella decisione e nell’esecuzione, a cui sarebbe stato presente, dell’omicidio di suo nipote…
CAMORRA
8 agosto 2026
CAMORRA
Gragnano | Carichi di cocaina in Penisola, condannato il narcos Di Martino
Vincenzo Di Martino riforniva la holding dello droga di un ras dei D’Alessandro. La sentenza diventa definitiva, la pena è stata scontata quasi tutta ai domiciliari
Carichi di cocaina dai Monti Lattari alla Penisola sorrentina, condannato il figlio del boss. È su una partita di droga destinata al gruppo di Massimo Terminiello, ritenuto dagli investigatori vicino al clan D’Alessandro, che si fonda la condanna definitiva per Vincenzo Di Martino, classe 1981, figlio di Leonardo ’o Lione, padrino dei Monti Lattari e fondatore della multinazionale del crimine con roccaforte a Iuvani, area impervia situata tra Gragnano e Pimonte.
Di Martino ha incassato una pena a 4 anni di cella, la maggior parte già scontata tra carcere e arresti domiciliari. La condanna è diventata definitiva dopo che la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro la sentenza della Corte d’Appello di Napoli.
La vicenda scaturisce da un’inchiesta condotta dalla Guardia di finanza e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, che aveva ricostruito un giro di droga tra l’area dei Monti Lattari e la Penisola sorrentina gestito da un gruppo criminale capeggiato dal ras Massimo Terminiello e attivo durante il periodo della pandemia tra il 2020 e il 2021. Secondo la ricostruzione dell’accusa, Di Martino avrebbe ceduto una partita di cocaina al gruppo di Terminiello, che avrebbe poi provveduto alla distribuzione della sostanza sul territorio della Penisola sorrentina. Il figlio di Leonardo ’o Lione era considerato dagli investigatori uno dei canali attraverso i quali la holding dello spaccio poteva rifornirsi di droga.
La Cassazione, nel respingere il ricorso, ha escluso anche la possibilità di applicare la fattispecie di lieve entità richiesta dalla difesa del narcos. A pesare, secondo i giudici, sono stati il quantitativo di cocaina, il suo grado di purezza e le modalità della cessione. Quattro anni, dunque, la pena definitiva. Una pena che Di Martino ha ormai quasi interamente scontato, dopo essere stato detenuto e successivamente ammesso ai domiciliari fuori regione. Ora si trova a Iuvani, nel suo fortino. Nel maggio del 2023, quando le forze dell’ordine avevano eseguito il blitz nei confronti delle persone coinvolte nell’indagine, Di Martino, riuscì a sfuggire alla cattura e si rese latitante.
Per circa un anno rimase irreperibile, fino a quando, nel luglio del 2024, decise di consegnarsi spontaneamente al carcere di Bellizzi. Resta aperta l’indagine per individuare i fiancheggiatori della latitanza che avrebbero aiutato Di Martino durante il periodo in cui era ricercato. L’ipotesi è che tra il 2023 e il 2024 il narcos non si sia mosso da Gragnano. Il nome di Vincenzo Di Martino compare anche in un altro fascicolo della Direzione distrettuale antimafia di Napoli. il secondo genito di Leonardo o’ lione è infatti indagato a piede libero per associazione di tipo mafioso insieme alla madre e ai fratelli Secondo l’ipotesi investigativa, avrebbe avuto un ruolo nei rapporti tra il clan Di Martino e le organizzazioni criminali alleate, oltre a essere considerato un riferimento per l’approvvigionamento di sostanze stupefacenti.

