Salerno, meno imprese artigiane: calo del 3,3% in dieci anni
L’artigianato salernitano attraversa una fase di evidente ridimensionamento. A fotografare la situazione è l’ultima analisi dell’Area Studi e Ricerche Cna, basata sui dati Istat.
In provincia di Salerno le imprese artigiane rappresentano il 17,3% del totale. La media nazionale raggiunge invece il 21,5%. Nel quadro campano, Salerno occupa una posizione intermedia. Il dato è superiore a quello di Napoli e Caserta, ma resta sotto Avellino e Benevento.
Anche l’occupazione rallenta
Il quadro diventa più delicato osservando i dati relativi agli addetti. Gli occupati nelle imprese artigiane rappresentano il 12,1% del totale provinciale. La media italiana è invece del 13,4%. Anche in questo caso Salerno si colloca al quarto posto in Campania. Il ridimensionamento emerge soprattutto dal confronto con il passato. Nell’ultimo decennio la provincia ha perso il 3,3% di incidenza artigiana.
Sul fronte degli addetti, invece, la diminuzione raggiunge i quattro punti percentuali. Numeri che confermano le preoccupazioni già espresse dalla Cna Salerno durante l’assemblea provinciale del 30 luglio.
«Un patrimonio che rischia di indebolirsi»
«Salerno non è un territorio privo di artigianato, ma un territorio che si sta impoverendo della sua artigianalità», spiega la direttrice Simona Paolillo. Secondo Paolillo, il rischio riguarda soprattutto il patrimonio di competenze costruito negli anni. Qualità manifatturiera e capacità produttiva potrebbero indebolirsi ulteriormente.
Il paradosso è evidente. Il mercato cerca sempre più profili tecnici, ma queste professionalità diventano difficili da trovare. Per la Cna Salerno serve quindi una strategia condivisa. Istituzioni, scuole, imprese e mondo della formazione sono chiamati a collaborare. Tra le priorità indicate ci sono il rilancio dei percorsi tecnico-professionali e la transizione digitale delle microimprese.
L’associazione chiede inoltre linee di credito dedicate e meno burocrazia. Centrale anche il tema del passaggio generazionale.L’obiettivo è evitare che competenze e mestieri rischino di scomparire. Un patrimonio che rappresenta una parte importante dell’identità produttiva del territorio salernitano.

