Boscoreale | Funerali privati per il ras Pesacane, il prefetto: «Giusto vietarli»
LA DECISIONE
17 agosto 2026
LA DECISIONE

Boscoreale | Funerali privati per il ras Pesacane, il prefetto: «Giusto vietarli»

Il 71enne deceduto nei giorni scorsi nella sua abitazione
Andrea Ripa

I funerali di Francesco «Franchino» Pesacane si terranno in forma privata. Una decisione che incassa anche il via libera del prefetto di Napoli, Michele di Bari, intervenuto sulla scelta adottata dal questore nella serata di ieri.«Ritengo pienamente condivisibile il provvedimento adottato dal Questore di Napoli volto a impedire lo svolgimento della prevista cerimonia pubblica», ha dichiarato il prefetto, commentando il divieto per le esequie che erano state fissate per questa mattina a Boscoreale.

Pesacane, morto nei giorni scorsi all’età di 71 anni, era considerato dagli investigatori un esponente di vertice della criminalità organizzata dell’area vesuviana. Proprio per questo motivo, secondo quanto spiegato dalla Prefettura, la decisione di impedire una celebrazione pubblica sarebbe legata a precise esigenze di ordine e sicurezza. «La misura risponde a esigenze di ordine e sicurezza pubblica», sottolinea di Bari.

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Ma c’è anche un’altra valutazione che, secondo il rappresentante del Governo, non può essere trascurata: il rischio che una cerimonia pubblica possa trasformarsi in una forma di esposizione o celebrazione di una figura storicamente riconducibile ad ambienti criminali radicati sul territorio.Il nodo, dunque, non sarebbe il diritto dei familiari a celebrare il lutto, che resta pienamente garantito, ma la possibilità che le esequie diventino un momento di aggregazione pubblica e, indirettamente, di legittimazione sociale.

«La scelta di consentire lo svolgimento delle esequie in forma privata garantisce, al contempo, il diritto dei familiari a vivere il lutto e a dare dignitosa sepoltura al proprio congiunto, evitando però che il rito funebre possa trasformarsi in un momento di aggregazione pubblica», spiega ancora il prefetto.Una linea netta, sintetizzata dallo stesso Michele di Bari in un principio: «Lo Stato tutela il dolore privato dei familiari, ma non può consentire che la morte diventi occasione di celebrazione pubblica di chi, durante la propria vita, ha scelto di collocarsi al di fuori della legalità e delle regole della convivenza civile».

Sulla vicenda, nella serata di ieri, era intervenuta anche Libera, mentre il provvedimento del questore ha riacceso il dibattito sul rapporto tra diritto al lutto, ordine pubblico e rischio di trasformare le esequie di esponenti della criminalità in appuntamenti capaci di mandare messaggi simbolici al territorio.