Campania, intelligenza artificiale: oltre 316mila professionisti “introvabili”
LAVORO
18 agosto 2026
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Campania, intelligenza artificiale: oltre 316mila professionisti “introvabili”

Confartigianato: il 46% delle competenze digitali richieste dalle imprese resta difficile da reperire. A Napoli sono 16.200
Rita Inflorato

Le imprese italiane investono sempre di più nell’intelligenza artificiale. Ma trovare lavoratori con le competenze necessarie resta una sfida. Secondo un’analisi di Confartigianato, nel 2025 sono state 621mila le richieste di lavoratori con competenze digitali avanzate. Di queste, 316mila sono risultate difficili da reperire. Si tratta del 50,8% del totale.

Il problema riguarda anche la Campania. La regione conta 31.130 professionalità difficili da trovare su 66.950 richieste. La quota raggiunge così il 46,5%.A livello nazionale, la Campania è seconda solo alla Lombardia. Quest’ultima registra 60.960 competenze introvabili su 121.440 richieste. Anche il Lazio presenta numeri significativi. Sono 30.780 i lavoratori difficili da reperire su 66.760 richieste, pari al 46,1%.

Napoli, oltre 16mila figure difficili da trovare

Il quadro emerge anche a livello provinciale. A Napoli le imprese cercano 36.010 lavoratori con competenze digitali avanzate.Di questi, 16.200 risultano difficili da reperire. La percentuale arriva al 45%.

Milano è al primo posto con 29.840 professionalità introvabili su 64.320 richieste. A Roma, invece, sono 24.580 su 55.240, pari al 44,5%. La difficoltà riguarda diversi ambiti della trasformazione digitale. Tra questi ci sono intelligenza artificiale, cloud computing, Internet of Things industriale, analisi dei dati e big data.

Rientrano nello scenario anche realtà virtuale e aumentata e tecnologia blockchain. Secondo Confartigianato, il 71,8% delle imprese ha investito almeno in uno degli ambiti della transizione digitale. La carenza di personale qualificato rappresenta però il principale ostacolo all’utilizzo dell’intelligenza artificiale.

È indicata dal 58,6% delle imprese. Seguono la mancanza di chiarezza legislativa, al 47,3%, e la carenza o scarsa qualità dei dati, al 45,2%. Preoccupano anche la privacy e la protezione dei dati, indicate dal 43,2% delle aziende. I costi elevati rappresentano invece un ostacolo per il 43%.

«L’intelligenza artificiale può diventare un potente fattore di produttività e competitività», sottolinea il presidente di Confartigianato Marco Granelli. La vera sfida, però, riguarda le competenze. Per l’associazione servono più formazione e un collegamento più forte tra scuola, università, sistema formativo e imprese. L’obiettivo è permettere anche alle micro e piccole aziende di accedere alle professionalità necessarie.