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Una richiesta di denaro respinta, la rabbia che esplode e in pochi istanti la casa che si trasforma in un luogo di paura. A Piano di Sorrento un ragazzo di 20 anni è stato arrestato dopo aver aggredito la madre e aver stretto al collo il fratello di appena 15 anni, intervenuto per difendere la donna. Una vicenda familiare drammatica, nella quale alla violenza si intreccia il problema della dipendenza dalla droga, raccontato dagli stessi familiari agli investigatori. Il giovane è stato trasferito nel carcere di Poggioreale, in attesa dell’udienza di convalida.
La richiesta di soldi e l’aggressione
Secondo quanto ricostruito, il 20enne avrebbe chiesto alla madre il denaro necessario per acquistare la droga. Di fronte all’ennesimo rifiuto, la situazione sarebbe rapidamente degenerata. Non sarebbe stata la prima volta che il giovane reagiva con violenza quando i genitori cercavano di impedirgli di ottenere il denaro. Questa volta, però, a intervenire è stato il fratello minore. Il ragazzo, appena quindicenne, si è frapposto tra la madre e il fratello maggiore per proteggerla. È stato allora che il 20enne lo avrebbe afferrato al collo, stringendogli le mani con forza nel tentativo di strangolarlo. A fermare l’aggressione è stato il padre, riuscito a intervenire prima che la situazione potesse avere conseguenze ancora più gravi.
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L’allarme e l’arrivo della polizia
Dall’abitazione è partita quindi la richiesta di aiuto. Poco dopo sono arrivati gli agenti del commissariato della Costiera, con i poliziotti della sezione Volanti agli ordini dell’ispettore Gaetano Starace e coordinati dal vice questore Alfredo Petriccione. Il 20enne è stato arrestato con l’accusa di maltrattamenti in famiglia aggravati e accompagnato nel carcere di Poggioreale, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa della convalida.
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Il fascicolo già aperto
Dagli accertamenti è emerso inoltre che sulla vicenda familiare esisteva già un procedimento. La Procura di Torre Annunziata aveva infatti aperto un fascicolo nell’ambito del cosiddetto “codice rosso”, la disciplina che consente di intervenire con particolare rapidità nei casi di violenza domestica e maltrattamenti. Gli episodi precedenti avrebbero già coinvolto la madre, aggredita in passato dal figlio proprio dopo essersi rifiutata di consegnargli il denaro richiesto.
Il crack e il tentativo di uscire dal tunnel
È soprattutto il racconto della famiglia a delineare il quadro della dipendenza. I parenti hanno riferito agli investigatori che il giovane sarebbe fortemente dipendente dal crack. In passato la famiglia avrebbe anche tentato di interrompere quel percorso accompagnandolo in una comunità di recupero. Un tentativo che, però, non sarebbe riuscito a spezzare il circuito della dipendenza: dopo essersi allontanato dalla struttura, il ragazzo avrebbe ripreso a consumare droga. Una situazione che, secondo quanto riferito dai familiari, avrebbe progressivamente trasformato la ricerca dello stupefacente in una fonte di tensione quotidiana. Il denaro, i rifiuti dei genitori, le reazioni violente e la paura dentro casa. Ora la vicenda è nelle mani della magistratura.
Le indagini
Da una parte l’inchiesta dovrà stabilire responsabilità e dinamica dei fatti; dall’altra resta il dramma di una famiglia che, prima ancora dell’arresto, aveva già provato a chiedere aiuto per un figlio intrappolato nella dipendenza. Il caso riporta inoltre l’attenzione su un fenomeno che interessa anche il territorio costiero: quello delle dipendenze giovanili, che non risparmia le famiglie economicamente più solide e che può trasformarsi, quando si intreccia alla violenza, in un’emergenza dentro le mura domestiche. Per il giovane, intanto, il primo passaggio sarà davanti al giudice. Per la sua famiglia, invece, resta una situazione molto più lunga e difficile: quella di provare a proteggere chi ha subito la violenza e, allo stesso tempo, trovare una strada per aiutare chi quella violenza l’ha provocata.