Gragnano, l’inferno in famiglia. Un 30enne picchia la nonna con la mazza della scopa
L'OPERAZIONE
21 agosto 2026
L'OPERAZIONE

Gragnano, l’inferno in famiglia. Un 30enne picchia la nonna con la mazza della scopa

La scoperta dei carabinieri, il giovane trascinava per i capelli la madre. L'allarme della sorella decisivo, il giovane è in cella.
Andrea Ripa

A dare l’allarme è stata la sorella di 17 anni, chiusa nella sua cameretta per la paura. Ha preso il telefono e composto il 112 mentre, dall’altra parte della porta, il fratello aggrediva prima la nonna e poi la madre. È così che i carabinieri della stazione di Gragnano sono intervenuti in un’abitazione dove, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, si sarebbe consumata l’ennesima aggressione tra le mura domestiche. Protagonista della vicenda è un 30enne di Gragnano, già detenuto ai domiciliari da circa tre mesi per una precedente condanna per furto ed estorsione.

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L’uomo viveva insieme alla madre, alla sorella minorenne e alla nonna di 75 anni, invalida e con difficoltà di deambulazione. La violenza sarebbe esplosa durante l’ora di cena. L’anziana, mentre mangiava, avrebbe fatto cadere accidentalmente un po’ di cibo sul vestito. Nel tentativo di pulirsi si sarebbe alzata e avrebbe raggiunto il lavandino. Alcune gocce d’acqua sarebbero finite sul pavimento. Un gesto banale che, secondo il racconto raccolto dai carabinieri, avrebbe scatenato la reazione del 30enne.

L’uomo avrebbe afferrato la mazza di una scopa, colpendo ripetutamente la nonna alla testa. L’anziana sarebbe caduta a terra e, sempre secondo quanto denunciato, sarebbe stata poi afferrata per i capelli e trascinata per l’abitazione.Nel mezzo dell’aggressione sarebbe arrivato anche un altro gesto incomprensibile: il 30enne avrebbe preso una bottiglia di Coca-Cola dal tavolo e avrebbe spruzzato la bevanda addosso alla nonna e sulle pareti della cucina. Le urla hanno fatto scattare la paura nella sorella 17enne. La ragazza si è rifugiata nella propria camera, ha chiuso la porta a chiave e ha chiesto aiuto ai carabinieri. La pattuglia si è immediatamente diretta verso l’abitazione.

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Nel frattempo è rientrata anche la madre del 30enne. Si sarebbe trovata davanti alla scena e avrebbe affrontato il figlio. La discussione è rapidamente degenerata. Secondo la ricostruzione investigativa, l’uomo avrebbe aggredito anche la madre, afferrandola per il collo, colpendola e trascinandola per i capelli all’interno della casa. L’arrivo dei carabinieri ha messo fine alla violenza. I militari hanno bloccato il 30enne e prestato assistenza alle due donne, che presentavano ancora i segni delle aggressioni. Nonostante le condizioni, entrambe avrebbero rifiutato il trasferimento in ospedale. Per il 30enne sono scattate le manette. È stato trasferito in carcere e dovrà rispondere dell’accusa di maltrattamenti in famiglia.

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Quello ricostruito dagli investigatori, inoltre, non sarebbe stato un episodio isolato. Nel corso degli accertamenti sarebbero emersi altri episodi di violenza ai danni della madre e della nonna. Aggressioni che, secondo quanto riferito, sarebbero state scatenate anche da motivi banali: la casa non abbastanza ordinata, i panni non stirati come pretendeva o i pavimenti non puliti secondo le sue aspettative. Per mesi, però, quelle violenze sarebbero rimaste nascoste. A frenare le due donne, ancora una volta, sarebbe stata la paura e soprattutto la vergogna. A rompere il silenzio è stata invece la ragazza di 17 anni, che ha chiesto aiuto al 112 e ha permesso ai carabinieri di intervenire prima che la situazione potesse degenerare ulteriormente.