In Polonia scoperta la «truffa delle targhe polacche», il governo corre ai ripari
Il caso è esploso sui giornali polacchi all’inizio di luglio. Lo hanno ribattezzato senza giri di parole “la truffa napoletana”…
Il fenomeno delle “targhe polacche” – tecnicamente ‘esterovestizione – potrebbe avere ormai le ore contate. È quanto emerge dal testo-base del nuovo codice della strada, sul quale le associazioni di settore sono ancora al lavoro e dovranno esprimersi entro il 13 settembre. Da tempo il fenomeno delle targhe polacche è diffuso nel nostro Paese, soprattutto in Campania, dove le Rc Auto hanno costi elevati a causa dell’alto numero di sinistri. Si tratta di una pratica finalizzata al risparmio, ma anche utilizzata per eludere eventuali sanzioni per violazioni del codice della strada.
In Polonia scoperta la «truffa delle targhe polacche», il governo corre ai ripari
Il caso è esploso sui giornali polacchi all’inizio di luglio. Lo hanno ribattezzato senza giri di parole “la truffa napoletana”…
La circolazione dei veicoli stranieri in Italia è stata disciplinata inizialmente dal decreto Sicurezza del 2018, che aveva introdotto, con alcune eccezioni, il divieto di circolazione dei veicoli immatricolati all’estero di proprietà di residenti in Italia. Successivamente, l’art. 93-bis del Codice della strada ha previsto il divieto per i veicoli esteri di proprietà di persone residenti in Italia da oltre tre mesi e l’obbligo di registrazione per quelli intestati a residenti all’estero e circolanti in Italia per oltre 30 giorni nell’anno, anche non consecutivi.
Secondo il testo-base del nuovo codice della strada, dopo l’iscrizione nel registro scatterà inoltre l’obbligo di stipulare una copertura assicurativa con un’impresa italiana o autorizzata a operare nel nostro Paese. Infine, proprio per circoscrivere il fenomeno legato alle targhe polacche, secondo quanto riportato da Quattroruote, dallo scorso 13 agosto, il ministero dell’Interno consente alle autorità italiane di accedere ai portali governativi polacchi per verificare in tempo reale documenti di circolazione, assicurazioni Rc Auto e patenti rilasciate in Polonia.
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Il boom a Napoli.
Arriva la stretta sui controlli per i veicoli con targhe estere in attesa del passaggio definitivo della norma prevista dal governo che impone l’obbligo di assicurarsi con una compagnia italiana o autorizzata a operare in Italia. Lo ha disposto il prefetto di Napoli, Michele di Bari. La circolazione di veicoli immatricolati all’estero – la provincia di Napoli è tra quelle con il più alto numero – è legittima ma in diversi casi si utilizzano questi mezzi per eludere le disposizioni di carattere fiscale e quelle relative alla copertura assicurativa. Il prefetto ha deciso l’attuazione di controlli mirati dal parte delle forze dell’ordine con l’obiettivo di intercettare le auto immatricolate fittiziamente fuori dai confini nazionali, comminando le relative sanzioni pecuniarie e il sequestro amministrativo dei veicoli dei trasgressori. Tutti i mezzi con targa straniera sono iscritti al Registro veicoli esteri.
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Le parole del sottosegretario Ferrante.
“L’uso improprio delle auto con targa straniera è un fenomeno che dilaga soprattutto al Mezzogiorno, dove sono sempre più numerosi i casi di esterovestizione per eludere gli obblighi previsti”.
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“Come Mit intendiamo intervenire con decisione su questo tema, nel rispetto delle convenzioni internazionali, per garantire un principio sacrosanto: chi utilizza stabilmente in Italia un veicolo con targa estera deve essere tracciabile, quindi avere una copertura assicurativa italiana o autorizzata nel nostro Paese e immatricolare il mezzo oppure registrarlo al Reve, il Registro dei veicoli con targa estera”. Lo ha dichiarato il Sottosegretario al Mit Tullio Ferrante, di Forza Italia.
“L’utilizzo della targa estera – ha aggiunto – non può diventare uno strumento per sottrarsi alle regole. Sul fronte assicurativo, l’obiettivo è evitare coperture con massimali molto bassi per assicurare una tutela effettiva in caso di incidente in Italia. Vogliamo quindi garantire che chi circola stabilmente sulle nostre strade sia adeguatamente coperto e che le eventuali vittime di un sinistro non si trovino prive di una tutela adeguata.
La linea del Mit è quindi chiara: più controlli, tracciabilità e adeguate garanzie assicurative per chi utilizza stabilmente un veicolo con targa estera. Si tratta di intervenire – ha concluso Ferrante – per contrastare gli abusi e salvaguardare chi rispetta le regole”.
La questione Rc Auto in Campania.
“Ho inviato una richiesta formale ad Agcm e Ivass per conoscere i dati sull’effettiva applicazione delle norme che prevedono sconti sul premio Rc Auto in presenza di ispezioni preventive e dispositivi elettronici, come la cosiddetta scatola nera”. Lo dichiara, in una nota, il deputato di Fratelli d’Italia e capogruppo FdI in commissione Agricoltura alla Camera, Marco Cerreto. “Chiediamo di sapere quante ispezioni siano state proposte ed effettuate dalle compagnie dal 2017 a oggi e quali sconti siano stati realmente riconosciuti agli assicurati”, spiega. “Vogliamo inoltre conoscere – aggiunge – la diffusione del preventivatore pubblico Preventivass rispetto ai principali comparatori privati”. ”
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Questa iniziativa si inserisce nel percorso già avviato dalle istituzioni: Agcm e Ivass che hanno aperto un’indagine conoscitiva sulla RC Auto, mentre il ministro Adolfo Urso ha convocato al Mimit i principali attori della filiera, ponendo al centro del confronto il tema delle tariffe e delle differenze territoriali. È il momento di passare dalle analisi alle risposte concrete”, dice ancora Cerreto. “In Campania, e soprattutto nelle province di Napoli e Caserta, il costo dell’RCAuto pesa in maniera significativa su famiglie e automobilisti.
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Per questo avviamo una campagna di sensibilizzazione per chiedere più trasparenza, piena applicazione delle norme, per troppo tempo ignor e premi assicurativi più equi. Gli automobilisti campani hanno diritto a pagare un’assicurazione proporzionata al proprio profilo di rischio e a beneficiare realmente degli sconti previsti dalla legge”, conclude l’esponente FdI.