Costiera Amalfitana, riaperta senza limitazioni la Statale 163
La costiera amalfitana torna a respirare: dopo giorni di apprensione e disagi, la statale 163 è nuovamente percorribile senza limitazioni.…
L’ennesima ferita inferta dal fuoco al territorio della costiera amalfitana ha colpito negli ultimi giorni i Comuni di Maiori e Tramonti.
Di fronte a questa emergenza, la Società italiana di Geologia Ambientale (SIGEA), sezione Campania lancia un allarme chiaro tramite il suo presidente Gaetano Samartino riguardo i rischi idrogeologici futuri. Gli incendi che hanno devastato i versanti tra la fascia costiera di Maiori e il polmone verde del Valico di Chiunzi infatti, non rappresentano solo una tragedia ambientale, ma potrebbero causare una gravissima emergenza idrogeologica futura.
La perdita della copertura vegetale e della macchia mediterranea lungo le scarpate scoscese dei Monti Lattari elimina il primo presidio naturale contro l’erosione. Inoltre, le altissime temperature raggiunte dalle fiamme alterano la struttura chimico-fisica del terreno, rendendolo impermeabile e incapace di assorbire l’acqua. Con l’avvento dell’autunno e le precipitazioni intense dei prossimi mesi, i pendii percorsi dal fuoco diventeranno aree ad altissimo rischio di colate rapide di fango e detriti, minacciando l’incolumità dei centri abitati a valle e le arterie viarie fondamentali per il collegamento con la dorsale dell’Agro Nocerino-Sarnese.
Costiera Amalfitana, riaperta senza limitazioni la Statale 163
La costiera amalfitana torna a respirare: dopo giorni di apprensione e disagi, la statale 163 è nuovamente percorribile senza limitazioni.…
Per questi motivi le tre priorità non rinviabili secondo SIGEA Campania per far fronte a questo scenario sono la mappatura immediata con catasto incendi, la messa in sicurezza idrogeologica e il monitoraggio attivo dei valloni. La mappatura è infatti fondamentale per perimetrare con precisione le aree bruciate nei territori di Maiori e Tramonti, applicando con severità i vincoli normativi sui cambi di destinazione d’uso. La messa in sicurezza idrogeologica invece, servirà a creare prima dell’arrivo delle piogge, interventi di ingegneria naturalistica e palificate di trattenuta sui versanti a maggiore acclività. Infine il monitoraggio attivo dei valloni permetterà di pulire e tenere d’occhio negli alvei dei corsi d’acqua e i canali di scolo, evitando che l’accumulo di cenere, legname bruciato e detriti ostruisca il normale deflusso delle acque meteoriche.
La nota della SIGEA infine, sottolinea come non sia più possibile rincorrere le emergenze: “La tutela della Costiera passa necessariamente per la conoscenza del territorio, la prevenzione strutturale e l’integrazione delle competenze geologiche nella pianificazione ambientale.”