Campi Flegrei, Manzoni: «Il bradisismo non ha colori politici»
«Capisco la preoccupazione delle persone, è uno stress che dura da tempo, ma sono vicino e sono pronto ad ascoltare tutti. Non si trasformi però in slogan e strumentalizzazioni».
A dirlo è il sindaco di Pozzuoli, Luigi Manzoni, prima dell’inizio della seduta straordinaria del Consiglio regionale della Campania dedicata all’emergenza Campi Flegrei dopo il terremoto del 31 luglio.
«Il bradisismo non ha colori politici»
Manzoni ha ribadito la necessità di affrontare l’emergenza attraverso la collaborazione tra le istituzioni. «Il bradisismo non ha colori politici e deve uscire fuori dalle strumentalizzazioni. Stiamo lavorando tutti insieme, con il coordinamento della Prefettura, a una serie di emendamenti che sono nati dai decreti emergenziali, ma che non sono performanti sui territori».
Alla seduta del Consiglio regionale sono stati invitati anche i sindaci dell’area flegrea, mentre al centro del confronto ci sono le azioni urgenti di sostegno alla popolazione colpita dal sisma e la richiesta di dichiarazione dello stato di emergenza.
«I decreti non sono sufficienti»
Secondo il primo cittadino di Pozzuoli, i provvedimenti adottati finora non rispondono pienamente alle esigenze del territorio.
«Ricordo che i decreti sono stati fatti in maniera preventiva per la prima volta sui Campi Flegrei, nonostante il bradisismo ci sia da sempre, ma non sono performanti rispetto alla realtà», ha spiegato Manzoni.
L’obiettivo, ha aggiunto, è intervenire sui provvedimenti attraverso emendamenti elaborati sulla base delle esigenze emerse dal confronto con cittadini e istituzioni, così da affrontare in maniera più efficace le criticità.
La richiesta di una legge speciale
Per il sindaco è necessario guardare anche oltre l’emergenza immediata e dotare i Campi Flegrei di strumenti strutturali.
«Si deve contemporaneamente lavorare a una legge speciale sui territori, così che in qualsiasi momento noi sappiamo cosa fare», ha affermato Manzoni.
Il primo cittadino ha infine richiamato l’esperienza di altri territori colpiti da terremoti: «Abbiamo stati d’emergenza che vanno avanti da dieci anni, basta guardare Amatrice».

