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Un investimento da oltre 2,1 milioni di euro per trasformare un luogo simbolo del potere criminale in un presidio di riscatto sociale, che però resta con i cancelli sbarrati. Succede a Castellammare di Stabia, dove il complesso “Plan B” di via Piombiera – tristemente noto nei decenni passati come la discoteca della camorra – attende ancora di poter avviare ufficialmente le sue attività.
L’inaugurazione mancata
A rivelare il paradosso è una nota istituzionale firmata dall’allora sindaco Luigi Vicinanza e indirizzata al Prefetto Paola Spena, risalente a quasi tre mesi fa. Nel documento si comunicava con orgoglio la conclusione dei lavori di ristrutturazione e adeguamento dell’immobile, invitando la rappresentante di Governo all’inaugurazione che si sarebbe dovuta tenere nella prima decade di luglio. Da quel momento, tuttavia, il nastro non è mai stato tagliato e l’inizio delle attività sociali è rimasto congelato.
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Lo scioglimento
A pesare su questo prolungato stallo sono state le concitate vicende istituzionali della città stabiese, con lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni della criminalità organizzata. Un cambio di scenario che ha frenato i passaggi formali necessari al riuso del bene, lasciando la struttura in una fase di completo limbo burocratico. L’immobile di via Piombiera, situato nei pressi del fiume Sarno, era stato trasferito al patrimonio indisponibile del Comune nel gennaio 2022 con decreto dell’ANBSC.
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Il recupero dell’area
La sua riqualificazione è stata resa possibile grazie a un finanziamento di 2,1 milioni di euro inizialmente a valere sulle risorse del PNRR (Missione 5 “Inclusione e Coesione”) e successivamente garantito dai fondi statali del piano “Investimenti Stato”. Secondo i piani, l’ex locale notturno dovrebbe diventare un “Centro Polifunzionale Giovanile Sportivo Educativo”, intitolato alla memoria dell’attore e drammaturgo stabiese Annibale Ruccello. Un progetto ambizioso, frutto della coprogettazione e della partecipazione di ben 13 organizzazioni del terzo settore attive nel campo delle politiche sociali e giovanili.
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Il centro giovanile
Un presidio di legalità fondamentale per la comunità, pensato per restituire spazi di crescita ed educazione ai ragazzi del territorio. Oggi, a distanza di mesi da quella lettera e nonostante la fine dei cantieri, il “Plan B” attende ancora il via libera definitivo per poter spalancare le sue porte ai giovani di Castellammare. Un progetto di riutilizzo di un bene confiscato e anche un segnale importante contro la criminalità organizzata, che ora dovranno sbloccare i commissari straordinari.