Fiume Sarno, l’appello di Mazzella: «Ora intervenga lo Stato»
AMBIENTE
31 Agosto 2026
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Fiume Sarno, l’appello di Mazzella: «Ora intervenga lo Stato»

Il senatore presenta un'interrogazione parlamentare e chiede la riclassificazione a sito di interesse nazionale, un ufficio speciale permanente e una mappa digitale pubblica degli illeciti.

Il fiume al centro dei piani di Governo, attraverso una nuova mappa degli illeciti ambientali. È questa la strada indicata da Orfeo Mazzella per affrontare quella che definisce «una delle vergogne ambientali più gravi del mondo». Il senatore di Torre Annunziata del Movimento 5 Stelle, vicepresidente della X Commissione di Palazzo Madama, dopo un nuovo sopralluogo lungo il Sarno ha depositato la quinta interrogazione parlamentare dedicata al bacino, chiedendo un cambio di passo nazionale.

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La richiesta: sito di interesse nazionale
Il punto centrale della sua iniziativa è la riclassificazione del bacino da sito di interesse regionale a sito di interesse nazionale. Una scelta che, secondo Mazzella, consentirebbe di affidare allo Stato una funzione di coordinamento stabile e di garantire risorse continuative per le bonifiche. «Non possiamo pensare di risolvere una ferita ecologica di questa portata senza un intervento strutturale da parte dello Stato», sostiene il parlamentare. E aggiunge: «È necessario che questo bacino, attualmente sito di interesse regionale, diventi di interesse nazionale», così da assicurare «la presenza di una regia centrale e permanente dello Stato».

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Un ufficio speciale permanente
Nel mirino del senatore c’è anche il sistema attraverso il quale vengono oggi gestite vigilanza e repressione degli illeciti. «Non possiamo più permettere che la tutela del fiume si regga su una fitta ragnatela di accordi bilaterali a termine o su protocolli d’intesa che scadono ogni due o tre anni», afferma Mazzella, che propone di concentrare il coordinamento presso l’Autorità di Bacino. La sua proposta è un ufficio speciale permanente, con «un responsabile unico, personale di ruolo e risorse proprie», incaricato di seguire nel tempo prevenzione e vigilanza ambientale. Una struttura pensata per superare quella che il senatore considera una gestione troppo frammentata di un’emergenza che, invece, richiederebbe continuità.

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Il Master Plan
L’interrogazione chiede poi conto dei risultati ottenuti attraverso il Master Plan coordinato dall’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale. Mazzella richiama il milione di euro destinato allo strumento e ne contesta l’impostazione, ritenendolo «sbilanciato sul solo rischio idraulico piuttosto che sul risanamento ambientale e sul disinquinamento». Nel documento vengono inoltre chieste spiegazioni sui fondi statali che, secondo il senatore, sono «fermi da 7 anni e mai riprogrammati dal Ministero».

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Una mappa digitale per i cittadini
C’è infine la richiesta di rendere verificabile dai cittadini l’attività di contrasto agli illeciti. Mazzella propone una mappa digitale pubblica con «i dati georeferenziati sui sequestri, sugli scarichi abusivi individuati e sugli impianti messi a norma». L’obiettivo è consentire ai cittadini di seguire l’azione delle istituzioni e avere un quadro aggiornato degli interventi. La richiesta, dunque, non riguarda soltanto il risanamento del fiume, ma il modello con cui affrontare l’emergenza ambientale. «La Regione sta facendo la propria parte sulle infrastrutture, – conclude Mazzella – ma adesso il Governo nazionale deve fare la sua».