Legambiente, pubblicato report “Mare Monstrum”: Campania maglia nera nazionale
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1 settembre 2026
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Legambiente, pubblicato report “Mare Monstrum”: Campania maglia nera nazionale

Più di quattromila reati contestati nel 2025. Tra reati e illeciti amministrativi si conta una media di 30 illeciti al giorno
Maria Imparato

La Campania conferma il primato per aggressione criminale ai mari e alle coste; tra inquinamento, abusivismo edilizio, violazioni del Codice della navigazione e pesca illegale.

I dati

Un primo posto dal sentore amaro: solo nel 2025 sono stati 4002 i reati accertati dalle forze dell’ordine e dalle Capitanerie di porto  e 4744 illeciti amministrativi  per un totale di 8746 violazioni. Una media di circa 30 illeciti al giorno.  Sono state 4087 le persone denunciate, 35 quelle arrestate e 1094 i sequestri.

Sono questi i dati che emergono dalle ventottesima edizione del report “Mare Monstrum” di Legambiente. Elaborato su dati delle forze dell’ordine e delle Capitanerie di porto lungo 15 regioni e 61 province costiere e pubblicato in occasione del sedicesimo anniversario dell’omicidio del sindaco pescatore di Pollica, Salerno, Angelo Vassallo. L’anniversario sarà ricordato il prossimo sabato, 5 settembre, in un evento pubblico ad Acciaroli, promosso dal Comune di Pollica e da Legambiente.

Nel corso della manifestazione verrà assegnato il Premio Angelo Vassallo, riconoscimento annuale per le amministrazioni locali più impegnate nella difesa dell’ambiente e nella lotta alle illegalità. A prendervi parte il Sindaco del comune cilentano Stefano Pisani, il presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani e la presidente di Legambiente Campania Mariateresa Imparato.

Il ciclo illegale del cemento

Dall’abusivismo edilizio alle occupazioni illecite del demanio marittimo fino alle cave fuorilegge, la Campania è in testa alla classifica del mare violato nell’ambito della filiera del cemento illegale.  Con 1.166 reati accertati, il 18,8% del totale nazionale. Sono 2129 le sanzioni amministrative per un valore complessivo dei sequestri e delle sanzioni che superano i 13milioni di euro. Sono ben 1386 le persone denunciate e 197 i sequestri.

Quelli riportati sono dati e storie che vogliono raccontare l’assedio, soprattutto di cemento, delle nostre coste; in una data significativa, come quella dell’anniversario di Angelo Vassallo.  “In difesa del mare non arretriamo di un passo – dichiara  Mariateresa Imparato, presidente regionale di Legambiente – anzi continueremo a rafforzare il lavoro di monitoraggio, volontariato ambientale e denuncia portato avanti con vertenze e campagne di sensibilizzazione.”

Davanti ai tanti illeciti che colpiscono le nostre coste e i nostri mari “ribadiamo l’esigenza di rafforzare il ruolo e le attività di competenza di tutte le istituzioni coinvolte, dai singoli Comuni, alle Regione a alle ARPA. Bisogna potenziare l’attività di demolizione degli immobili abusivi, e non prevedere nuovi condoni, ammodernare e completare il sistema di fognature e depuratori, potenziare l’economia circolare e prevedere sanzioni più severe per la pesca illegale”

Al cemento lungo le coste si aggiungono l’abbandono e gli smaltimenti illegali di rifiuti, gli scarichi in mare e  la “mala depurazione”. Anche in questo caso, la Campania è la regina indiscussa della classifica per numero di reati accertati, ben 1.655, il 22,6% del totale nazionale, con il record anche di persone denunciate, 1.516, di arresti, 33, e di sequestri, 877. Nel 2025 il valore complessivo delle sanzioni amministrative irrogate ha raggiunto 71.281euro. Il numero complessivo delle violazioni accertate raggiunge quota 2584 (1750 illeciti amministrativi e 834 reati).

Le proposte

Diverse le proposte avanzate in contrasto al fenomeno di abusivismo: ripristinare l’efficacia dell’art.10-bis della legge 120/2020, affidando ai Prefetti l’abbattimento degli abusi edilizi non demoliti dai Comuni; rafforzare il contrasto alle occupazioni abusive del demanio marittimo per ripristinare la legalità, tutelare l’ambiente e garantirne la fruizione pubblica.  Si mira, inoltre, a prevedere il finanziamento con 100 milioni di euro l’anno del Fondo di rotazione istituito presso la Cassa depositi e prestiti a favore dei Comuni che demoliscono abusi edilizi e destinare 50 milioni l’anno a procure Generali e Prefetture per l’esecuzione delle sentenze di condanna.

End of waste

Previste sanzioni penali per dirigenti comunali che non applicano le norme contro l’abusivismo edilizio e per i funzionari delle aziende erogatrici che stipulano contratti illegittimi con proprietari di immobili abusivi.  Particolare attenzione è dedicata anche al tema dell’inquinamento, mirando a rilanciare, a livello locale e nazionale, la costruzione e l’adeguamento dei sistemi fognari e di depurazione, integrando la gestione del ciclo idrico con quella dei rifiuti. Di pari passo è necessario aumentare la circolarità delle acque reflue e dei fanghi di depurazione, puntando su riuso; tuttavia non è stato ancora emanato il DPR su questo tema. Risulta indispensabile anche un aggiornamento della normativa “End of waste”, attraverso regole chiare in materia di recupero di materia ed energia.

Avanzata anche la proposta per la piena attuazione alla Direttiva UE 2019/883 sugli impianti portuali per la raccolta dei rifiuti delle navi; introducendo divieti stringenti per lo scarico in mare, come zone speciali di divieto anche oltre le 12 miglia dalla costa. Sempre in ambito ambientale, resta un obiettivo promuovere politiche attive e misure per la prevenzione nella produzione e per la lotta all’abbandono e la dispersione dei rifiuti e potenziare i controlli delle Agenzie regionali e provinciali protezione ambientale attraverso il Sistema Nazionale SNPA, rendendo operativa la legge 132/2016 con l’approvazione dei decreti attuativi mancanti. In ultima analisi l’adozione, da parte del Governo e del Parlamento, di adeguati interventi normativi con sanzioni efficaci contro la pesca illegale, non dichiarata e non documentata.