Napoli, branco di giovanissimi aggredisce due ragazzi ai Colli Aminei
VIOLENZA
1 settembre 2026
VIOLENZA

Napoli, branco di giovanissimi aggredisce due ragazzi ai Colli Aminei

Caschi, catene e tirapugni durante l’aggressione. Buonajuto: «Serve un cambio di passo contro la violenza giovanile»
Rita Inflorato

Un’altra aggressione scuote Napoli. Questa volta è accaduto ai Colli Aminei. Due ragazzi sarebbero stati aggrediti da un gruppo di otto giovanissimi. Secondo quanto riferito, il branco era armato di caschi, catene e tirapugni. Alla base della violenza ci sarebbe una presunta «parola di troppo». Un episodio che assume un peso ancora maggiore perché avvenuto a poche ore dalla commemorazione di Giovanbattista Cutolo, Giogiò, ucciso a Napoli nel 2023.

L’intervento dell’agente fuori servizio

Durante l’aggressione è intervenuto un agente di polizia libero dal servizio. L’uomo ha cercato di difendere le vittime. Nell’intervento è rimasto ferito. Intanto, i Carabinieri della stazione di Capodimonte hanno ricostruito rapidamente la vicenda.

Sono stati individuati cinque degli otto presunti responsabili. «Chi commette reati di tale gravità deve risponderne davanti alla giustizia senza sconti», afferma Ciro Buonajuto, consigliere regionale della Campania e presidente della Prima Commissione Affari Istituzionali con delega alla sicurezza.

«Non basta soltanto la repressione»

Bonajuto ringrazia le forze dell’ordine e l’agente intervenuto. Ma invita anche a guardare oltre la risposta giudiziaria.«Quando dei ragazzi vanno in giro di notte armati di catene e tirapugni, pronti a fare branco per vendicare un’offesa verbale, significa che c’è una voragine educativa da colmare», sottolinea. Per il consigliere regionale serve quindi un intervento più ampio. «Non possiamo illuderci che la sola risposta repressiva o giudiziaria sia sufficiente», sostiene.

Scuola e cultura contro la violenza

La proposta è quella di rafforzare gli investimenti destinati ai giovani.Scuola, cultura, tempo pieno e presidi educativi devono diventare strumenti centrali. «La scuola è l’unico, vero ascensore sociale e l’unico argine alla cultura della sopraffazione», afferma Buonajuto.

L’aggressione dei Colli Aminei riporta così al centro il tema della violenza giovanile.E arriva proprio nel giorno in cui Napoli ricordava Giogiò. Una coincidenza che rende ancora più amara la riflessione. Perché ricordare una vittima non può bastare. Serve costruire le condizioni perché altri ragazzi non diventino vittime o autori di nuove violenze.