Bracciante morto, i titolari della ditta: «Uno di famiglia»
BOSCOTRECASE
3 settembre 2026
BOSCOTRECASE

Bracciante morto, i titolari della ditta: «Uno di famiglia»

La versione degli imprenditori dell'azienda agricola
Michele De Feo

Boscotrecase. Resta ancora da fare piena luce sui contorni della tragedia avvenuta lo scorso 25 agosto nei campi di via Promiscua a Boscotrecase, dove ha perso la vita Sergiy Kurylyak, 45enne operaio agricolo di origini ucraine.  L’uomo era regolarmente soggiornante e aveva costruito qui la propria vita. Viveva ad Ottaviano con la moglie e i due figli, assistiti dall’avvocato Alfonso Di Vuolo. La scorsa settimana è stata effettuata l’autopsia ordinata dal Pm Marta Agostini. Tra le possibilità prese in considerazione c’è quella di un arresto cardiaco. Sergiy, anche se godeva di buona salute secondo i racconti dela difesa dei titolari dell’azienda.A seguito della notizia del decesso dell’uomo e dell’apertura di un’inchiesta da parte della Procura della Repubblica — un atto dovuto nell’ambito delle indagini preliminari —, i legali della ditta agricola, gli avvocati Luigi De Gennaro e Paola De Gennaro, fanno chiarezza sulla vicenda e provano a spiegare quanto accaduto.

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La versione della difesa. 

Secondo quanto rappresentato dalla difesa, la ricostruzione della mattinata differisce sostanzialmente da quanto inizialmente trapelato. Gli avvocati precisano che la vittima, regolarmente presente in Italia da oltre vent’anni, era assunta con regolare contratto da operaio agricolo e con posizione contributiva assolutamente in regola secondo i legali.

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La dinamica dei fatti.

In merito alla dinamica dei fatti, i legali sottolineano che la giornata lavorativa non era ancora concretamente iniziata al momento del malore.  «Non corrisponde al vero che l’operaio stesse già lavorando nei campi o che il datore lo cercasse per “dargli da bere”. La routine quotidiana prevedeva infatti un momento preliminare di condivisione con la consueta colazione insieme al datore di lavoro prima di avviare le attività agricole».  Sarebbe stata proprio l’assenza improvvisa dell’operaio e la mancata risposta al consueto richiamo per la colazione a insospettire il titolare dell’azienda. Preoccupato da tale anomalia rispetto alle abitudini quotidiane, l’uomo si è recato personalmente tra i campi, ritrovando il collaboratore accasciato a terra. Che cosa sia accaduto e perchè l’operaio ucraino abbia perso la vita.

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Il profondo legame umano con la vittima.

I legali ci tengono inoltre a sottolineare il profondo legame umano che univa il datore di lavoro al dipendente: «Il rapporto era improntato a stima, rispetto e profonda vicinanza umana, tanto che l’operaio era trattato a tutti gli effetti come una persona di famiglia».Si attende ora l’esito dell’esame autoptico e dei rilievi medico-legali disposti dall’autorità giudiziaria, che dovranno accertare con certezza scientifica le reali cause del decesso.   Resta la tragedia e la fine di un lavoratore che si era perfettamente inserito nella comunità boschese.