Capri, tre anni fa la morte di Luca Canfora: la sorella chiede verità e giustizia
A Capri, tre anni e qualche giorno orsono, Luca Canfora, il costumista che aveva collaborato più volte con Paolo Sorrentino, «firmando» anche il film Premio Oscar «La Grande Bellezza», e che sull’isola azzurra stava collaborando in quei giorni alle riprese del nuovo film del regista napoletano, «Parthenope», venne ritrovato morto nelle acque di Capri, in circostanze tuttora al vaglio della magistratura.
L’appello della sorella
E Stefania, la sorella del costumista, nelle scorse ore ha affidato ad un toccante messaggio via social rivolto al fratello la sua attesa per una verità, ancora non giunta sull’accaduto. «Quel giorno di tre anni fa, nell’isola, definita la più bella del mondo, di Capri, sono finiti i tuoi giorni terreni – le parole di Stefania Canfora dedicate al fratello – Solo, sanguinante e moribondo, in mare, hai esalato l’ultimo respiro, da quel giorno la mia vita si è fermata».
Le ipotesi sulla morte
Per la morte di Luca Canfora, dopo una prima ipotesi di suicidio o di incidente, ricordiamo, nell’ambito delle indagini si è aperta anche la pista di un possibile omicidio volontario. Nei mesi scorsi, inoltre, si è appreso che ci sarebbe anche un indagato per aver reso falsa testimonianza nell’inchiesta sulla sua morte, con l’accusa di aver fornito dichiarazioni che sarebbero state smentite dalle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza che hanno immortalato gli ultimi istanti di vita di Luca Canfora. A quanto si è saputo, sembra che gli inquirenti avrebbero sentito nei mesi scorsi anche il regista per aiutare a ricostruire gli spostamenti e i dettagli sul set del film.

