Giovani morti a Miami e Londra, la solidarietà di Pompei: «Il dolore di uno come il dolore di tutti»
INCIDENTE IN MOTO
4 settembre 2026
INCIDENTE IN MOTO

Giovani morti a Miami e Londra, la solidarietà di Pompei: «Il dolore di uno come il dolore di tutti»

Don Ivan Licinio racconta il sentimento della comunità dopo la scomparsa di Carlo e Michela: «Una casa che continua ad aspettare i propri figli, anche quando sono lontani»
Vincenzo Lamberti

A migliaia di chilometri da casa, il dolore per la morte di Carlo Del Gaudio è arrivato fino a Pompei e ha trovato una comunità pronta a stringersi attorno alla sua famiglia. Dopo la tragedia di Miami, dove il giovane pompeiano ha perso la vita in un drammatico incidente stradale, è la voce della Chiesa a raccogliere e restituire il sentimento di una città che, ancora una volta, si ritrova unita davanti alla perdita di uno dei suoi figli.

Pompei. Carlo muore negli Stati Uniti, raccolta fondi per riportarlo a casa

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La distanza che separa Miami da Pompei, in queste ore, è diventata quella del dolore. È morto negli Stati Uniti…

Le parole di don Ivan
A farlo è don Ivan Licinio, vicerettore del Santuario di Pompei, che all’indomani della notizia ha affidato a un messaggio il pensiero per Carlo e per i suoi familiari. Un intervento che parte proprio dalla distanza, quella geografica che separa la Florida dalla città degli Scavi e che, in queste ore, sembra però essersi improvvisamente annullata. «In quest’ultimo mese Pompei ha pianto due suoi giovani figli, Michela e Carlo», scrive don Ivan, ricordando anche la recente scomparsa di Michela, morta a Londra durante il parto.

Due giovani, lontani da casa
«Erano lontani dalla loro città, come tanti ragazzi e ragazze che partono portando con sé sogni, progetti, affetti e un pezzo della terra nella quale sono cresciuti». Due storie diverse, due tragedie consumate lontano da casa, ma accomunate dalla stessa ferita lasciata nelle famiglie e nella comunità di origine. Nel caso di Carlo, morto dopo l’incidente avvenuto a Miami, alla perdita si aggiunge la difficoltà di affrontare ogni passaggio a migliaia di chilometri dall’Italia: le procedure, gli adempimenti, il viaggio dei familiari e il desiderio di riportarlo a casa. Ed è proprio qui che, nelle parole del vicerettore, emerge il ruolo della comunità. «Eppure proprio in questi giorni abbiamo scoperto ancora una volta che si può vivere a migliaia di chilometri di distanza e continuare ad appartenere profondamente a una comunità».

La risposta di Pompei
Pompei, infatti, ha reagito alla tragedia mobilitandosi concretamente. Amici, conoscenti e cittadini hanno sostenuto la famiglia attraverso una raccolta fondi destinata ad affrontare le spese legate alla permanenza negli Stati Uniti, agli adempimenti e al rientro. Una risposta che per don Ivan assume un significato che va oltre la solidarietà materiale. «Pompei, infatti, si è stretta attorno alle loro famiglie con una partecipazione sincera, fatta di preghiera, vicinanza, gesti concreti di solidarietà e di affetto», scrive. E aggiunge: «Ci sono dolori davanti ai quali le parole diventano piccole e quindi resta soltanto la possibilità di esserci, di farsi prossimi, di portare insieme almeno un tratto di un peso che nessuna famiglia dovrebbe conoscere».

La Chiesa accanto alla famiglia
Il Santuario, attraverso le parole di don Ivan, diventa parte di quella rete di vicinanza che in queste ore sta accompagnando la famiglia Del Gaudio. «Forse è anche questo che una città può essere nei giorni più difficili: una casa che continua ad aspettare i propri figli, anche quando sono lontani; una famiglia più grande che sa riconoscere il dolore di uno come il dolore di tutti».