Zuccarelli lancia l’allarme: «Servono più risorse per garantire le cure»
SANITÀ
4 settembre 2026
SANITÀ

Zuccarelli lancia l’allarme: «Servono più risorse per garantire le cure»

Il presidente dell’Ordine dei Medici di Napoli commenta i dati Gimbe. L’Italia investe 6,2% del Pil nella sanità, sotto la media europea del 7,1%.
Rita Inflorato

I dati diffusi dalla Fondazione Gimbe sul finanziamento della sanità pubblica rappresentano «un campanello d’allarme», soprattutto per la Campania. A sostenerlo è Bruno Zuccarelli, presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Napoli e provincia.

Secondo Zuccarelli, la Regione ha compiuto negli ultimi anni uno sforzo importante per recuperare terreno sul fronte dei Livelli essenziali di assistenza. Ora, però, questo percorso deve essere consolidato. «Non deve essere messo a rischio da risorse insufficienti», sottolinea.

La spesa sanitaria italiana sotto la media

Nel 2025, secondo i dati elaborati dalla Fondazione Gimbe, la spesa sanitaria pubblica italiana si è fermata al 6,2% del Pil. Un dato inferiore alla media dei Paesi OCSE ed europei, che si attesta al 7,1%.

Il divario emerge anche considerando la spesa pro capite. Rispetto alla media europea, secondo Gimbe, il ritardo dell’Italia supera complessivamente i 36 miliardi di euro. Una situazione che aumenta la pressione sulle Regioni. L’obiettivo è garantire i Livelli essenziali di assistenza mantenendo, allo stesso tempo, l’equilibrio dei conti.

La Campania torna tra le Regioni adempienti

Per la Campania il tema assume un peso particolare. Gli ultimi dati disponibili sui Lea hanno certificato il ritorno della Regione tra quelle adempienti. Insieme alla Campania ci sono Puglia e Sardegna, uniche realtà del Mezzogiorno ad aver raggiunto gli standard previsti. «È un risultato che va riconosciuto», afferma Zuccarelli. Ma questo traguardo, aggiunge, «non può indurci a pensare che tutti i problemi siano risolti».

Il rischio, secondo il presidente dell’Ordine dei Medici, è che una carenza strutturale di risorse finisca per colpire soprattutto i territori che devono ancora recuperare divari accumulati negli anni.

Liste d’attesa, territorio e personale

La sanità campana, secondo Zuccarelli, deve continuare a migliorare su diversi fronti. Tra le priorità ci sono l’accessibilità alle cure, i tempi di attesa e l’assistenza territoriale. Fondamentale anche la capacità di rispondere ai bisogni di una popolazione sempre più complessa. Per raggiungere questi obiettivi servono organizzazione e capacità gestionale. Ma anche risorse adeguate e personale.

«Investire nella sanità pubblica significa investire nei professionisti, nelle strutture, nella prevenzione e nell’assistenza territoriale», conclude Zuccarelli. L’obiettivo finale è evitare che la qualità delle cure possa dipendere dal luogo in cui una persona nasce o vive.