Procura di Nola, nuova assoluzione per i 5 pm: il Csm chiude il caso delle registrazioni
LA SENTENZA
8 settembre 2026
LA SENTENZA

Procura di Nola, nuova assoluzione per i 5 pm: il Csm chiude il caso delle registrazioni

Patrizia Mucciacito, Arturo De Stefano, Sarah Caiazzo, Luca Pisciotta e Gianluigi Apicella erano stati accusati per il possesso dei file audio utilizzati nell’esposto contro l’ex procuratrice Laura Triassi. Dopo l’annullamento della Cassazione, arriva una nuova assoluzione
Andrea Ripa

Seconda assoluzione nel merito per i cinque magistrati finiti davanti alla Sezione Disciplinare del Csm per la vicenda esplosa alla Procura di Nola. Patrizia Mucciacito, Arturo De Stefano, Sarah Caiazzo, Luca Pisciotta e Gianluigi Apicella sono stati nuovamente assolti al termine del procedimento disciplinare legato alle registrazioni audio utilizzate nell’esposto presentato nel 2021 contro l’allora procuratrice di Nola, Laura Triassi. Una decisione che mette nuovamente un punto fermo sulla posizione dei cinque pm, dopo una vicenda giudiziaria e disciplinare che si trascina da anni e che ha avuto origine dal clima di forte tensione all’interno della Procura nolana.

Nel 2021, dodici sostituti procuratori su tredici dell’ufficio presentarono un esposto alla Procura generale di Napoli, denunciando comportamenti ritenuti «gravemente scorretti» nella gestione dell’ufficio. Un’iniziativa che avrebbe poi portato alla sanzione disciplinare nei confronti di Triassi, destinataria della censura e del trasferimento alla Procura generale di Potenza. All’interno dell’esposto venivano richiamate anche alcune registrazioni audio, ritenute dai magistrati una documentazione delle condotte denunciate. Proprio il possesso materiale dei file aveva portato cinque dei dodici firmatari dell’esposto davanti alla Sezione Disciplinare del Csm.

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Nel settembre 2024 era già arrivata una prima assoluzione per tutti e cinque, con la formula dell’insussistenza dell’addebito. Una decisione successivamente annullata con rinvio dalle Sezioni Unite Civili della Cassazione, che aveva così riportato il procedimento davanti alla Sezione Disciplinare, questa volta in diversa composizione. Oggi la nuova decisione: ancora una volta, assoluzione.

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Una conclusione arrivata dopo un confronto serrato tra accusa e difese. Nell’udienza dello scorso giugno, la Procura generale della Cassazione aveva infatti chiesto per i cinque magistrati la sanzione della censura, sostenendo che esistessero strumenti alternativi e leciti per tutelarsi. «Esistevano mezzi alternativi e leciti per tutelarsi, come rivolgersi alle sedi competenti», era stata la posizione sostenuta dal rappresentante della Procura generale. Secondo l’accusa, inoltre, le registrazioni sarebbero iniziate prima della presentazione dell’esposto e la condotta contestata avrebbe raggiunto quella soglia di gravità prevista dalla legge per l’illecito disciplinare. Una ricostruzione respinta dalle difese, che hanno invece insistito sulla legittimità dell’operato dei cinque magistrati e sulla necessità di leggere quelle registrazioni nel più ampio contesto di disagio e malessere denunciato all’interno dell’ufficio giudiziario.

 

Dopo la nuova assoluzione, arriva la soddisfazione degli avvocati. «Siamo soddisfatti perché credo si sia fatta giustizia rispetto ad una vicenda complessa e dolorosa», commenta Giuseppe Visone, difensore dei magistrati insieme al collega Raffaello Magi.

«La seconda assoluzione nel merito dimostra come i colleghi volessero soltanto difendere esclusivamente se stessi e tutelare l’istituzione che rappresentano», aggiunge il legale. La vicenda della Procura di Nola torna dunque a chiudersi, almeno sul piano disciplinare, con una seconda assoluzione dei cinque magistrati. Un epilogo che arriva a distanza di cinque anni dall’esposto che aveva squarciato il velo sulle tensioni interne all’ufficio giudiziario nolano e dato vita a una lunga sequenza di procedimenti e decisioni.