Circum, pendolari di nuovo all’attacco: «Ignorate le tratte interne»
TRASPORTI
11 settembre 2026
TRASPORTI

Circum, pendolari di nuovo all’attacco: «Ignorate le tratte interne»

Le accuse dei pendolari ai vertici di Eav: «I ritardi non li devono pagare i viaggiatori»
Andrea Ripa

Stesso biglietto, ma un servizio che secondo i pendolari continua ad avere due velocità. Da una parte la linea Napoli-Sorrento, considerata la vetrina del sistema vesuviano e destinataria di nuovi interventi per ridurre i tempi di percorrenza. Dall’altra le linee che attraversano l’entroterra, da Baiano a Sarno passando per Poggiomarino e San Giorgio, dove le attese e i disagi restano una costante.La nuova programmazione annunciata per l’Eav riaccende così la protesta dei comitati pendolari, che parlano di una «palese ingiustizia» e accusano azienda e istituzioni regionali di continuare a concentrare l’attenzione sulla tratta più turistica lasciando in secondo piano migliaia di lavoratori e studenti che ogni giorno utilizzano la Circumvesuviana per raggiungere Napoli e gli altri comuni dell’area metropolitana.

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«Stesso copione, stessi annunci e stessa palese ingiustizia», denunciano i comitati. Nel mirino finisce soprattutto la diversa attenzione riservata alle linee della rete: sulla Napoli-Sorrento si interviene per migliorare percorrenze e servizio, mentre sulle altre tratte, sostengono i pendolari, non arriverebbero risposte concrete alle richieste avanzate da tempo. La questione più urgente riguarda la linea per Baiano, ancora alle prese con l’interruzione del collegamento verso Napoli attraverso San Giorgio. I pendolari chiedono perché, di fronte ai ritardi dei cantieri, non vengano utilizzati turni notturni e lavorazioni nei fine settimana per accelerare gli interventi.Una domanda che i comitati mettono a confronto con quanto avviene sulla tratta sorrentina, dove i lavori sulle gallerie vengono organizzati anche attraverso finestre operative finalizzate a ridurre l’impatto sulla circolazione.

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«I ritardi dei lavori sulla tratta Volla-San Giorgio devono essere recuperati imponendo all’impresa turni notturni per liberare la sede ferroviaria e ripristinare il transito dei treni dal primo ottobre», chiedono i rappresentanti dei pendolari. E lo slogan scelto per sintetizzare la protesta è netto: «I ritardi non li devono pagare i viaggiatori».Ma la protesta non riguarda soltanto i cantieri.

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I comitati chiedono un vero piano di rilancio per le cosiddette aree interne della rete vesuviana, a partire dalla linea di Sarno e dai collegamenti con l’entroterra.Il problema, sostengono, è anche negli orari. «Tenere ancora con la nuova programmazione linee che terminano il servizio alle 20, come Sarno, o con un servizio 7-19 con corse ogni ora, come Baiano, è vergognoso», attaccano i pendolari. Una situazione che, secondo i comitati, rischia di creare cittadini di serie A e cittadini di serie B del trasporto pubblico. Nonostante tutti paghino lo stesso biglietto e lo stesso abbonamento, l’offerta sarebbe profondamente diversa a seconda del territorio servito.

Da qui l’appello a una redistribuzione più equa dei treni disponibili. I pendolari chiedono che il materiale rotabile e le corse vengano distribuiti in maniera proporzionata sull’intera rete vesuviana, senza concentrare risorse e mezzi soltanto sulle tratte considerate strategiche per il turismo.Sul tavolo anche altri due nodi infrastrutturali: l’accelerazione dei lavori sulla tratta Volla-San Giorgio e il completamento delle opere nelle gallerie Poggioreale-Centro Direzionale. La protesta arriva in una fase nella quale Eav e Regione Campania stanno annunciando interventi per migliorare il servizio. Ma per i comitati il cambio dei vertici dell’azienda non avrebbe ancora prodotto quella svolta che i viaggiatori attendevano.

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«Sono cambiati i protagonisti, ma lo spartito in scena è sempre la solita operetta», accusano.A firmare la presa di posizione sono Enzo Ciniglio, presidente del Comitato Pendolari Vesuviani e del gruppo “No al taglio dei treni della Circumvesuviana”, Salvatore Ferraro, vicepresidente del Comitato Pendolari Vesuviani e del gruppo “Circumvesuviana-Eav”, l’avvocato Marcello Fabbrocini del comitato civico A. Cifariello di Ottaviano e Salvatore Alaia del comitato civico E(A)Vitiamolo.La richiesta, alla fine, è semplice: garantire lo stesso diritto alla mobilità a chi vive lungo tutta la rete. Perché, sottolineano i pendolari, il biglietto è uguale per tutti. E proprio per questo, sostengono, dovrebbe esserlo anche la qualità del servizio.La partita ora si sposta sui cantieri, sugli orari e sulla nuova programmazione. I pendolari dell’entroterra chiedono fatti e tempi certi. E soprattutto che a pagare i ritardi di una rete ferroviaria ancora piena di interruzioni non siano, ancora una volta, i viaggiatori.