Gragnano | Via Roma diventa il giro del mondo: inizia la Festa della Pasta
Il primo gesto è quello che, a Gragnano, non ha bisogno di spiegazioni. Le mani che prendono le teste degli spaghetti e che le recide e quel filo dorato che cade mentre intorno si accendono applausi e sorrisi.
A via Roma, questo pomeriggio, la festa è cominciata così: con il tradizionale taglio delle teste degli spaghetti, rito simbolico che ha dato il via all’edizione 2026 di “Gragnano Città della Pasta”. E non poteva esserci immagine più adatta per raccontare il tema di quest’anno: “MONDOPASTA!”. Perché se c’è un prodotto che da Gragnano ha imparato a viaggiare, attraversando oceani, cucine e culture, è proprio la pasta.
E ieri la città ha aperto le sue porte a questo viaggio, trasformandosi per tre giorni in una piccola capitale internazionale del gusto.Via Roma si è riempita progressivamente di persone, profumi e colori. La pasta, naturalmente, è rimasta al centro, ma attorno a quel piatto simbolo è comparso un mondo intero: culture gastronomiche, musica, spettacoli, incontri e contaminazioni. Gragnano ha scelto di raccontarsi non soltanto come luogo dove la pasta nasce, ma come il punto da cui una storia italiana continua a partire verso il resto del pianeta.
All’inaugurazione erano presenti il sindaco Nello D’Auria, il presidente del Consorzio di Tutela della Pasta di Gragnano IGP Massimo Menna e rappresentanti della Regione Campania, il capo della procura di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso e il presidente del Tribunale di Torre, Giovanna Ceppaloni, insieme agli organizzatori, agli operatori del settore e alle realtà che hanno contribuito alla realizzazione della manifestazione.
D’Auria ha sottolineato il valore di una manifestazione che, anno dopo anno, porta il nome di Gragnano oltre i confini della città. «Gragnano non è soltanto la città della pasta: è una città che attraverso la pasta racconta la propria storia, il proprio lavoro e la propria capacità di guardare al futuro», è il senso del messaggio affidato all’inaugurazione. Al centro della scena, però, è rimasta lei: la pasta. Quella che nelle case italiane rappresenta quotidianità e tradizione e che, dall’altra parte del mondo, è diventata ingrediente capace di cambiare forma senza perdere la propria identità.
È questa la scommessa dell’edizione 2026: partire da Gragnano per fare il giro del mondo e poi tornare a Gragnano con qualcosa in più. Non soltanto nuovi sapori, ma storie, contaminazioni e modi differenti di interpretare lo stesso alimento. La festa si sviluppa lungo un percorso gastronomico che mette insieme tradizione e sperimentazione. Chef, cuochi e interpreti di diverse culture accompagneranno il pubblico in un itinerario fatto di piatti e racconti, con la collaborazione del Laboratorio di Antropologia del Cibo.
A rendere ancora più giocosa l’esperienza c’è il Pastaporto, il pass ufficiale della manifestazione: una sorta di documento di viaggio gastronomico sul quale raccogliere timbri e “francobolli” a ogni degustazione. L’obiettivo è completare il proprio giro del mondo senza mai lasciare Gragnano. E in una città dove la pasta non è semplicemente un alimento, ma una parte dell’identità collettiva, anche il gesto più semplice assume un significato particolare.
Un piatto diventa una destinazione, un condimento racconta un territorio, una ricetta diventa una storia di migrazione e incontro. Non è un caso che proprio durante la manifestazione trovi spazio anche la cultura. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e Poste Italiane hanno dedicato un francobollo della serie “Le eccellenze del patrimonio culturale italiano” alla Pasta di Gragnano IGP. Un francobollo che, come la pasta, nasce in un luogo preciso e poi viaggia lontano portando con sé il nome e l’identità del territorio.

