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Un gesto incivile e sconsiderato che colpisce dritto al cuore dell’intera comunità. Nella notte tra domenica e lunedì, ignoti hanno trafugato il defibrillatore semiautomatico installato all’esterno di Villa Gabola, nel rione San Marco. Lo strumento medico, un presidio salvavita di fondamentale importanza, era stato donato soltanto nel settembre dello scorso anno in occasione della “Giornata mondiale del Cuore”.
La donazione
A regalarlo alla città era stata l’associazione “Il Cuore tra le Mani”, da anni in prima linea sul territorio stabiese.La donazione era avvenuta durante una cerimonia ufficiale alla quale avevano preso parte l’ex amministrazione comunale, i rappresentanti della comunità scolastica e tantissimi cittadini del quartiere.
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La onlus
L’associazione, nata dalla toccante storia e dall’esperienza della piccola Maria Rosaria, si spende da tempo per la prevenzione delle cardiopatie congenite e delle malattie cardiache, promuovendo giornate di screening gratuiti e donando apparecchiature sanitarie vitali agli ospedali e nei punti strategici della città.
La scoperta
Ad accorgersi dell’avvenuto furto è stato lo stesso fondatore del sodalizio. «Passando all’esterno del parco questa mattina – racconta Giuseppe Graziuso, che ha creato l’associazione assieme alla moglie Maria – abbiamo visto la teca aperta. Purtroppo il defibrillatore era stato staccato. Speravamo fosse caduto a terra, invece sul posto non c’è nulla. Ho sporto denuncia presso il comando della polizia municipale».
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La delusione
Un atto che lascia tanta rabbia ma soprattutto una profonda amarezza tra i residenti e gli attivisti del rione San Marco. Sottrarre un dispositivo del genere significa privare il quartiere di un presidio medico indispensabile in caso di arresto cardiaco improvviso, dove ogni secondo può fare la differenza tra la vita e la morte.
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La sconfitta
«Siamo davvero dispiaciuti per il furto e soprattutto perché i cittadini hanno perso uno strumento utile all’intera comunità, un mezzo salvavita di cui spesso se ne ignora l’importanza», conclude con sconforto Graziuso. Spetterà ora agli agenti della Polizia Municipale condurre le indagini per provare a risalire ai responsabili di questo grave e vergognoso episodio.