Castellammare. Il giudice Russo ai partiti: «Basta cercare i portatori di voti»
L'INIZIATIVA
18 settembre 2026
L'INIZIATIVA

Castellammare. Il giudice Russo ai partiti: «Basta cercare i portatori di voti»

Successo per il primo appuntamento alla Chiesa del Carmine
Tiziano Valle

«Non sono qui per candidarmi a nulla e non voglio fare il sindaco». Con questa netta premessa, il consigliere della Corte d’Appello di Napoli, Nicola Russo, ha aperto la serata di giovedì negli spazi della Chiesa del Carmine di Castellammare di Stabia, di fronte a una sala gremita in ogni ordine di posto. Un incontro partecipato che punta a trasformare la ferita del secondo scioglimento dell’amministrazione comunale per infiltrazioni camorristiche in un punto di svolta democratico e civile per la comunità stabiese.

Ethnos fa tappa a Castellammare: doppio spettacolo alla chiesa di Gesù e Maria

Ethnos fa tappa a Castellammare: doppio spettacolo alla chiesa di Gesù e Maria

Castellammare. La XXXI edizione di Ethnos, il festival internazionale della world music, fa tappa a Castellammare di Stabia. Sul palco…

Il nodo del secondo scioglimento

A seguito dell’iniziativa, il magistrato ha chiamato i cittadini all’azione con la costituzione di 16 tra comitati e laboratori civici. Questi organismi avranno il compito di formulare, entro la fine dell’anno, un pacchetto di proposte e progetti concreti da sottoporre agli amministratori presenti e futuri.  Il discorso di Nicola Russo parte da una constatazione dolorosa: «Il nostro Comune è stato sciolto, per la seconda volta, per infiltrazioni della criminalità organizzata». Un evento di fronte al quale «il silenzio non è più prudenza» ma «rischia di diventare rassegnazione».

Il valore della responsabilità

Il pericolo maggiore, avverte il magistrato, è che «tutto ritorni come prima».  Pur richiamando l’insegnamento della filosofa Hannah Arendt sulla necessità di distinguere la colpa penale individuale dalla responsabilità collettiva, Russo ha invitato la cittadinanza a un profondo esame di coscienza: «Non siamo tutti colpevoli. Ma siamo tutti responsabili del futuro di questa comunità». Il primo scoglio da superare è il disinteresse diffuso: «Una espressione è da troppo tempo presente nel linguaggio di questa città: “che me ne fotte!”. È proprio questo il primo muro da abbattere».

Castellammare. La storia della cucina stabiese in un libro

Castellammare. La storia della cucina stabiese in un libro

Il patrimonio enogastronomico di un territorio non si compone soltanto di ricette e sapori, ma vive di storie, documenti antichi…

La necessità della discontinuità

Nel suo intervento, Russo ha chiarito di non voler fare battaglie contro la politica o scendere in campo con movimenti elettorali («Se alla fine di questo percorso tutto si risolvesse nell’aver messo un nome in più su una scheda elettorale, avremmo fallito»). Tuttavia, si è rivolto direttamente ai partiti e alla futura classe dirigente chiedendo uno scatto di discontinuità: «Apritevi. Cercate competenze. Cercate persone libere. Non scegliete soltanto chi porta voti. Cercate chi porta idee».

L’obiettivo della partecipazione

Allo stesso tempo, l’appello ha chiamato in causa insegnanti, professionisti, imprenditori e giovani: «La partecipazione non comincia e non coincide con una candidatura. Partecipare significa informarsi, controllare, proporre, discutere».

Castellammare | Picchia una guardia giurata al pronto soccorso: arrestato un 50enne

Castellammare | Picchia una guardia giurata al pronto soccorso: arrestato un 50enne

Prima gli insulti, poi le minacce di morte e infine la furia fisica, scatenata senza un reale motivo apparente tra…

Una città finalmente libera

L’obiettivo finale tracciato dal magistrato supera la sola nozione formale di legalità per abbracciare l’idea di libertà: «La camorra, prima ancora di produrre illegalità, toglie libertà», condizionando il consenso, il merito, il lavoro e l’amministrazione pubblica. «Il progetto che dobbiamo costruire non è soltanto quello di una città più legale. È il progetto di una città libera».

Evitare altri scioglimenti

I laboratori e i comitati civici avviati nella serata di giovedì rappresentano, secondo Russo, il primo passo di un nuovo «patto sociale» trasparente. L’auspicio conclusivo del magistrato è che «da questa ferita sapremo far nascere partecipazione, competenza, responsabilità», affinché questo doloroso capitolo possa essere ricordato dagli stabiesi come «il momento nel quale decisero che non ce ne sarebbe stato un terzo».