Giovane mamma di Pompei morta a Londra dando alla luce il suo bambino
IL LUTTO
18 settembre 2026
IL LUTTO

Giovane mamma di Pompei morta a Londra dando alla luce il suo bambino

La giovane pompeiana è deceduta a fine agosto. L’ultimo saluto nella sua città.
Marco Cirillo

È morta a Londra, a fine agosto, dando alla luce il suo bambino. Michela Orofino, giovane donna originaria di Pompei, ha lasciato una città che si prepara a riabbracciarla per l’ultimo saluto. Una tragedia consumata lontano da casa, che ha profondamente colpito la comunità pompeiana e riportato Michela, dopo la sua prematura scomparsa, al centro dell’affetto della città nella quale era cresciuta. Attorno alla famiglia si è stretta una comunità che ha scelto la discrezione e la vicinanza, in un momento nel quale ogni parola appare insufficiente.

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Il cordoglio della città
A ricordare Michela è stato anche il Comune di Pompei. «La tragica scomparsa di Michela Orofino, giovane donna originaria di Pompei deceduta prematuramente a Londra ha colpito profondamente tutta la nostra comunità», ha scritto l’Amministrazione. «Di fronte a una perdita così dolorosa, le parole non bastano. Restano il rispetto, il silenzio e la vicinanza sincera a una famiglia che vive un dolore immenso». Sabato la comunità le darà l’ultimo saluto, in una giornata destinata a raccogliere il dolore dei familiari, degli amici e di quanti l’hanno conosciuta. Il Comune ha espresso il proprio cordoglio alla famiglia, ai suoi cari e a tutte le persone che le hanno voluto bene, facendosi interprete della partecipazione dell’intera città.

Il ricordo di don Ivan
La vicenda di Michela riporta alla mente un’altra recente tragedia che ha colpito Pompei. Anche Carlo Del Gaudio, giovane pompeiano, è morto lontano dalla sua città, in un incidente stradale a Miami, dove lavorava da tempo. È il vicerettore del Santuario di Pompei, don Ivan Licinio, a ricordare insieme i due giovani, accomunati dal destino di essere morti lontano dalla propria terra. «In quest’ultimo mese Pompei ha pianto due suoi giovani figli, Michela e Carlo. Erano lontani dalla loro città, come tanti ragazzi e ragazze che partono portando con sé sogni, progetti, affetti e un pezzo della terra nella quale sono cresciuti. Michela è deceduta a Londra dando alla luce il suo bambino, Carlo è stato coinvolto in un incidente stradale a Miami, dove lavorava da tempo. Due vite spezzate troppo presto, in circostanze diverse e ugualmente difficili da accettare».

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Una comunità sconvolta
Nel suo messaggio, don Ivan racconta una Pompei capace di sentirsi comunità anche davanti a tragedie consumate a migliaia di chilometri di distanza. «Eppure proprio in questi giorni abbiamo scoperto ancora una volta che si può vivere a migliaia di chilometri di distanza e continuare ad appartenere profondamente a una comunità». E ancora: «Pompei, infatti, si è stretta attorno alle loro famiglie con una partecipazione sincera, fatta di preghiera, vicinanza, gesti concreti di solidarietà e di affetto». Poi l’immagine forse più intensa del suo messaggio: «Forse è anche questo che una città può essere nei giorni più difficili: una casa che continua ad aspettare i propri figli, anche quando sono lontani; una famiglia più grande che sa riconoscere il dolore di uno come il dolore di tutti». Infine l’affidamento alla fede: «Come comunità cristiana affidiamo Michela e Carlo al Signore della vita. Lo facciamo con quella fede che non cancella le domande e non pretende di spiegare ciò che oggi appare incomprensibile, però ci permette di consegnare a Dio anche ciò per cui non troviamo le parole». E alla Vergine del Rosario e a san Bartolo Longo: «Li affidiamo, insieme con le loro famiglie, alla Vergine del Rosario, Madre che conosce il dolore e sa custodirlo, e all’intercessione di san Bartolo Longo, padre della nostra comunità».

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