Castellammare | Muore una bimba prima del parto, i genitori denunciano i medici
MALASANITA'
22 settembre 2026
MALASANITA'

Castellammare | Muore una bimba prima del parto, i genitori denunciano i medici

La coppia di Boscoreale si era rivolta ad una struttura sanitaria stabiese. Indaga la Procura
Michele De Feo

Una gravidanza arrivata ormai al termine, la gioia per un’attesa durata nove mesi e poi, improvvisamente, il silenzio. Una donna di 36 anni di Boscoreale, giunta alla quarantesima settimana, non avvertiva più i movimenti della bambina che portava in grembo. La corsa in una struttura sanitaria a Castellammare di Stabia, nella speranza di un falso allarme, si è trasformata nel più drammatico dei responsi: per la nascitura non c’era più nulla da fare. Su questa tragedia, avvenuta nei giorni scorsi nel centro vesuviano, la Polizia di Stato ha aperto un’indagine in seguito alla denuncia formale presentata dal marito della donna, 41 anni, assistito dall’avvocato Domenico Buono.

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Un atto depositato l’11 settembre presso il commissariato di Castellammare di Stabia per chiedere che vengano chiarite eventuali responsabilità mediche e ricostruiti con esattezza gli ultimi giorni di gestazione. Secondo la ricostruzione fornita dai familiari, i primi segnali di apprensione risalirebbero alla fine di agosto, quando la 36enne avrebbe accusato alcune perdite. Informata la ginecologa di fiducia che lavora all’interno della struttura sanitaria stabiese, la donna era stata sottoposta a un tracciato cardiotocografico il 3 settembre, esame che non avrebbe evidenziato anomalie.

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In quell’occasione, così come durante un precedente controllo a fine luglio, i coniugi avrebbero sollecitato un’ulteriore ecografia per verificare le condizioni della piccola; un approfondimento che, tuttavia, i sanitari avrebbero ritenuto non necessario. La situazione è precipitata nella mattinata del 9 settembre. Di fronte all’assenza di segnali da parte della bambina, la coppia si è recata d’urgenza in clinica. Nonostante un secondo tracciato eseguito il 10 settembre risultasse apparentemente regolare, gli accertamenti successivi hanno confermato il decesso del feto, poi asportato chirurgicamente.

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Tra i punti fermi messi a verbale dal marito della donna vi è anche un interrogativo sulla documentazione medica: l’uomo ha segnalato che i tracciati eseguiti non figuravano inizialmente all’interno della cartella clinica, ma sarebbero stati mostrati dalla ginecologa solo in un secondo momento, su richiesta dei colleghi del reparto. Per fare luce sulle cause del decesso, l’autorità giudiziaria ha disposto l’esame autoptico sulla salma del feto.

 

In attesa dei depositi ufficiali della perizia medico-legale, le prime indiscrezioni cliniche parlerebbero di elementi riconducibili a un improvviso distacco della placenta, complicanza grave e spesso imprevedibile in ambito ostetrico.Spetterà ora agli inquirenti, coordinati dalla Procura della Repubblica, acquisire l’intera documentazione sanitaria, analizzare i grafici dei tracciati ed stabilire se vi sia stata un’inesatta valutazione dei sintomi esposti dalla paziente o se si sia trattato di una fatalità non evitabile, consumata proprio alla vigilia del parto.