Finto ginecologo adesca 18 donne: a processo 44enne di Torre Annunziata
L'INCHIESTA
22 settembre 2026
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Finto ginecologo adesca 18 donne: a processo 44enne di Torre Annunziata

Le accuse: tentata violenza sessuale, usurpazione di funzioni e frode sui dati personali.
Marco Cirillo

Un finto ginecologo, un database di esami clinici sottratti con l’inganno e diciotto giovani donne cadute in una rete di ricatti psicologici e molestie digitali. C’è la firma di un uomo originario di Torre Annunziata dietro l’inchiesta in corso in Puglia. Il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Lecce, Luca Scuzzarella, ha disposto il rinvio a giudizio per S.S.U., 44 anni, nato all’ombra del Vesuvio ma residente in provincia di Matera. L’uomo è accusato di aver messo in piedi una sistematica attività di adescamento telefonico e telematico tra i mesi di luglio e ottobre del 2021, spacciandosi per uno specialista della sanità per costringere le sue vittime a subire gravissimi abusi transculturali mediati dallo schermo di un computer.

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Il finto medico e il database delle vittime
Il quadro accusatorio delineato dalla Procura salentina descrive un modus operandi studiato nei minimi dettagli. L’uomo, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, era riuscito a entrare in possesso in modo fraudolento dei referti e degli esami medici di numerose pazienti. Una volta ottenuti i dati personali e i numeri di telefono, l’imputato contattava le donne spacciandosi per un ginecologo professionista. Con un tono formale, autorevole e distaccato, tipico di chi riveste un ruolo medico, l’uomo spiegava alle vittime che erano necessari urgenti e immediati accertamenti clinici per valutare lo stato della loro salute. Utilizzando lo stratagemma della visita a distanza e facendo leva sull’ansia e sulla preoccupazione delle donne per i presunti problemi medici, il 44enne originario di Torre Annunziata riusciva a convincerle a collegarsi tramite la webcam del computer. A quel punto, abusando della loro buona fede e della sua finta autorità medica, le spingeva a compiere atti di autoerotismo davanti all’obiettivo.

La trappola nel Salento e il coraggio della denuncia
L’indagine ha svelato una mappa del reato focalizzata principalmente sulla Puglia. Le vittime accertate dagli inquirenti sono in totale diciotto, tutte di età compresa tra i 20 e i 40 anni. Di queste, ben sedici sono residenti nella provincia di Lecce, nel cuore del Salento, mentre le altre due risiedono in territori limitrofi. La macchina della giustizia si è messa in moto grazie al coraggio e alla lucidità di una studentessa leccese di 24 anni. La giovane, insospettita dalle strane richieste avanzate dal sedicente specialista durante la telefonata e dalle modalità decisamente insolite della presunta consulenza medica online, ha deciso di non assecondare l’interlocutore e si è rivolta immediatamente alle forze dell’ordine per sporgere denuncia. Da quel momento gli investigatori sono riusciti a risalire all’identità dell’uomo e a ricostruire l’intera catena di contatti.

I reati contestati e il processo
I reati di cui il 44enne dovrà rispondere davanti ai giudici del Tribunale di Lecce sono pesantissimi e delineano la gravità delle condotte contestate. Il rinvio a giudizio firmato dal gup Scuzzarella stabilisce che il 44enne dovrà difendersi dalle accuse di tentata violenza sessuale, acquisizione fraudolenta di dati personali e usurpazione di funzioni pubbliche. L’intera comunità di Torre Annunziata, città d’origine dell’imputato, segue adesso con attenzione lo sviluppo di una vicenda che ha sconvolto l’opinione pubblica e che riaccende i riflettori sui pericoli delle truffe digitali legate alla sfera intima e ai dati sensibili.